ANTONIO NOTO*
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Vaccino anti Covid ai bambini, il 50% dei genitori dice no

Il sondaggio: sei italiani su dieci favorevoli, ma chi ha figli piccoli è scettico. I motivi? Ancora pochi dati (52%) e contagio difficile in età pediatrica (34%)

Gli italiani sono favorevoli al vaccino anti Covid per gli under dodici, ma le perplessità nascono tra i genitori dei bambini tra i 5 ed 12 anni. Chi ha figli under 12 guarda con più diffidenza a questo strumento, specie pensando ai bimbi più piccoli. La mancanza di dati sugli effetti della vaccinazione tra i 5 e i 12 anni è la principale giustificazione per i contrari, specie se direttamente chiamati in causa a valutare l’eventualità di vaccinare i propri figli. Addentrandoci nel dettaglio dell’analisi condotta da Noto Sondaggi, si registra un consistente livello di fiducia complessiva nei confronti del vaccino ai bambini da parte di tutti gli italiani: una larga maggioranza, il 58%, lo approva, i riluttanti sono solo un quarto e la percentuale degli indecisi è ancora più ridotta. Il quadro cambia di molto analizzando le opinioni di chi ha figli di età compresa tra i 5 e i 12 anni, la fascia demografica che può ricevere per la prima volta il vaccino. I contrari sono in questo caso quasi la metà dei genitori, cioè il 47%, secondo un nostro sondaggio presentato giovedì a Porta a Porta. Sopravanzano così di misura sulla componente dei favorevoli, che si attesta al 40%, un dato tuttavia non basso.

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Insomma i genitori con figli under 12 risultano i più incerti a fare inoculare il vaccino ai loro bambini. Ci sono differenze però tra padri e madri, le donne con figli tra i 5-12 anni hanno più fiducia nel vaccino rispetto ai loro consorti, un solido 50% di donne spicca significativamente sul 38% dei padri favorevoli. I contrari tra padri e madri sostanzialmente si equivalgono con il 47% e il 44%. Scendendo nel dettaglio si registra una ulteriore divergenza di opinioni sul vaccino tra genitori di bambini tra i 5-10 anni e quelli tra 11-12. Leggermente più favorevoli alla somministrazione chi ha figli tra gli 11 e i 12 anni, sono il 46% a fronte di un robusto 43% di contrari.

L’opposizione al vaccino si fa largo invece tra chi ha figli più piccoli. Infatti chi ha bimbi tra i 5 e i 10 anni è più ostile a vaccinarli (55%), solo il 31% lo farebbe senza dubbi. Indagando le motivazioni dei genitori scettici, scopriamo come la mancanza di dati certi sugli effetti della vaccinazione anti Covid sui bambini sia la principale ragione di rifiuto. Si giustifica cosi il 52% dei contrari, che si riflette nel 55% tra i padri e nel 47% tra le madri. Sempre i riluttanti pensano che il Covid difficilmente possa contagiare i bambini, lo sostiene un genitore su tre, una percentuale un po’ più alta tra le madri che tra i padri, 38% contro 30%. Solo il 9%, invece, teme possibili effetti collaterali. Vaccinare i bambini è dunque una decisione sicuramente importante, che nessuno prenderà a cuor leggero, però è anche vero che analizzando complessivamente tutti i dati ciò che emerge sono le poche informazioni in possesso dei genitori che influenzano, al momento, la decisione di far vaccinare i propri bambini.

*Direttore Noto Sondaggi