Davide Dionigi, allenatore dell'Ascoli (LaBolognese archivio)
Davide Dionigi, allenatore dell'Ascoli (LaBolognese archivio)

Ascoli, 29 giugno 2020 -  Ascoli-Crotone 1-1 in una partita della 31esima giornata di Serie B giocata al 'Del Duca'.  I calzettoni rossi in stile Costantino Rozzi portano bene anche a 6 mesi di distanza dall’anniversario della morte del Presidentissimo (18 dicembre), unica data in cui, solitamente, l’Ascoli li sfoggia.

Contro il Crotone, più che un omaggio, quella del Picchio è una preghiera al ‘grande padre’ del club piceno. E re Costantino, da lassù, qualcosa deve aver fatto. I bianconeri, infatti, fermano la seconda della classe, portano via un punto utile e soprattutto confermano le ottime impressioni fornite a Venezia.

L’Ascoli di Dionigi c’è: si vede, si sente e si tocca con mano. La strada verso la salvezza resta in salita, ma con questo spirito niente è impossibile, soprattutto considerando come era iniziato il lunedì sera del Del Duca.

Dionigi, oltre che senza lo squalificato Gravillon, si ritrova infatti a fare i conti anche con l’assenza di Brosco, bloccato da un affaticamento. Doppia defezione, dunque, per la difesa bianconera che così vede schierato l’inedito trio centrale Ferigra-Valentini-Ranieri.

I tifosi bianconeri si fanno il segno della croce, ma la linea Maginot schierata dal neo tecnico ascolano sembra reggere bene l’urto degli attacchi del Crotone. A turno, uno dei tre esce a chiudere le avanzate di Benali e soci. In particolare è proprio il 21enne Ferigra a giocare, con efficacia e anche un certo stile, d’anticipo. Andreoni, Brlek, Padoin e Sernicola compongono il poker di centrocampo (Troiano ancora in panca) mentre Ninkovic e Morosini assistono Scamacca.

Sulla carta quello dell’Ascoli sarebbe un 3-4-3, ma in fase difensiva si sacrificano tutti, incluso Scamacca. Il bomber bianconero probabilmente paga questo ‘doppio lavoro’ e commette alcuni errori quando si ritrova nella metà campo avversaria a lavorare i pochi palloni che gli arrivano.

Davanti, insomma, l’Ascoli non è esattamente ‘velenosa’, ma finalmente linea mediana e retroguardia appaiono compatte, più di quanto si fosse già visto a Venezia.

Stroppa lascia Simy in panchina ma il suo Crotone scende in campo con piglio deciso. Messias, Molina, Armenteros e Mustacchio, ispirati dal sornione (ma sempre pericolosissimo) Benali si muovono come cavallette nei primi minuti. L’Ascoli si spaventa un po’ e accusa un paio di cedimenti: al 10’ Molina pesca Mustacchio sul secondo palo, l’ex Ascoli si coordina e in sforbiciata mette in mezzo per l’accorrente Armenteros che colpisce in scivolata con un secondo di ritardo.

Al 27’ Benali trova Molina, appoggio per Messias che prova la bomba dal limite ma la sfera viene deviata involontariamente dallo stesso Molina e finisce sul palo. Poi però, come detto, i bianconeri trovano la quadratura e annacquano regolarmente i tentativi incendiari dei calabresi.

Nel finale di tempo Ninkovic riceve un colpo al volto, involontario, da Curado e riceve le cure dei sanitari. Rientra in campo per i 3 minuti di recupero ma si tocca in continuazione l’occhio destro: nella ripresa, al suo posto, c’è Trotta.

Secondo tempo, pronti via e Mustacchio colpisce un legno. Subito dopo non inquadra la porta da ottima posizione. Il Crotone vuole segnare e riprende a battere il tamburo come aveva fatto a inizio gara. Il Picchio è in affanno, ma non sulle ginocchia.

Al 59’ nell’Ascoli c’è Eramo per Morosini, cambio, purtroppo ancora Galeotto come quello di Troiano per Ninkovic a Venezia. Un minuto dopo, infatti, arriva il gol ospite: punizione di Barberis, tiro a giro, palla sul secondo palo, 0-1, gelo. Il Crotone sente l’odore del sangue e vuole piazzare il morso mortale.

Al 72’ ci prova proprio Simy, Leali gli dice no. L’Ascoli soffre, ma è vivo. Eccome se è vivo. Scamacca, utile in fase di copertura ma appannato negli ultimi metri, si divora il pareggio a tu per tu con Cordaz, un’incornata di Valentini costringe il portierone rossoblù alla deviazione sopra la traversa, Sernicola mette al centro un pallone velenoso che non trova nessuno alla deviazione.

Dionigi inserisce anche Petrucci e Pinto. Altro cambio, altra variazione di risultato, stavolta a favore dei padroni di casa. Proprio il giovane portoghese, infatti, si invola in area sulla sinistra, arriva quasi sul fondo e pesca Trotta al centro: deviazione decisa e 1-1 meritato. Nei minuti finali si continua a lottare, ma il triplice fischio mette fine alla contesa e torna a far respirare l’Ascoli. Che battaglia, che punto pesante: si riparte da qui.

 

Il tabellino

1-1

ASCOLI (3-4-1-2): Leali; Ferigra, Valentini, Ranieri; Andreoni, Padoin (29’ st Troiano), Brlek (29’ st Pinto), Sernicola; Morosini (14’ st Eramo); Ninkovic (1’ st Trotta), Scamacca. In panchina: Marchegiani, Novi, Piccinocchi, Maurizii, Matos, De Alcantara. All. Dionigi.
CROTONE (3-5-2): Cordaz; Curado, Marrone, Cuomo; Mustacchio (14’ st Simy), Benali, Barberis, Crociata (42’ st Maxi Lopez), Molina; Messias, Armenteros (14’ st Evans). In panchina: Figliuzzi, Festa, Golemic, Bellodi, Gerbo, Gomelt, Zanellato, Rodio, Ruggiero. All. Stroppa.
Arbitro: Sozza di Seregno
Reti: 14' st Barberis (C), 32’ st Trotta (A).
Note: ammoniti Curado (C), Ferigra (A), Crociata (C), Eramo (A), Troiano (A), mister Dionigi (A). Recuperi: 3’ pt, 4’ st.