MASSIMILIANO MARIOTTI
Cultura e spettacoli

Ciak, si gira nel Piceno. "Biopic su Del Duca, poi una fiction Rai"

Paola Severini Melograni: "Lo definirei un ’uomo vitruviano’, saremo a Montedinove e inizieremo a girare i primi di maggio. Dopo i Giochi ci sposteremo a Parigi per proseguire il lavoro”

Paola Severini Melograni

Paola Severini Melograni

Ascoli, 20 aprile 2024 – Paola Severini Melograni, come nasce l’idea di raccontare sullo schermo la vita di Cino Del Duca?

"Cino Del Duca parte da un piccolissimo e delizioso paese. Ovvero Montedinove. Lo definirei un ‘uomo vitruviano’. Un personaggio che diventò il primo produttore di Pasolini. Morirà troppo presto nel 1967 dopo essere diventato il primo contribuente di Francia e lo stesso presidente Charles de Gaulle gli conferirà la ‘legion d’onore’, il più grande riconoscimento. La sua è una storia doveva essere raccontata".

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Quando è previsto l’inizio delle riprese?

"Saremo lì e inizieremo a girare i primi di maggio. Le riprese interesseranno anche il mese di giugno. Dopo le olimpiadi e le paralimpiadi ci sposteremo a Parigi per proseguire il lavoro. Speriamo di riuscire a mandarlo in onda entro la fine dell’anno. Inizialmente realizzeremo questo biopic che sarà il nostro biglietto da visita, ma seguirà una fiction sulla Rai. Riuscire ad avere una proiezione del genere è una grande cosa".

Un prodotto così quanto può essere importante per un territorio che sta cercando di rialzarsi da innumerevoli difficoltà?

"Oggi noi vediamo un Piceno che soffre economicamente. Parlando più in generale delle Marche va detto che i suoi più grandi introiti erano con la Russia per quanto riguarda il settore calzaturiero. Ciò costituiva un rapporto antichissimo. Ora, soprattutto dopo il conflitto russo-ucraino, tutto è caduto e bisogna reinventarsi con un nuovo metodo di fare turismo. Va proposta una vacanza esperienziale in grado di offrire tutto un territorio che c’è dietro. Basti guardare le fiction televisive come Montalbano ed Elisa di Rivombrosa che hanno prodotto un grande ritorno per le zone interessate. Sarà una grande chance per questo territorio".

Lei quanto si sente legata alla storia di Del Duca?

"La storia di Cino è la storia di mia nonna. Anche lei, nata a Treia, lasciò questi luoghi per raggiungere Roma a piedi all’età di 14 anni. Arrivò lì che non aveva nulla e poi fu assunta dalle sorelle Fontana fino a diventare la prima sarta dell’Opera di Roma. Io sono venuta a vivere nelle Marche dopo essermi sposata giovanissima. Sono stata molto amica della famiglia Benvenga. E ho avuto la grande fortuna di conoscere Simone, la moglie di Cino".

Qual è il messaggio che vuole lasciare?

"Cino Del Duca incarna alla perfezione l’italiano affascinante che reagisce alle difficoltà e si rialza. Basti pensare che in Francia diventò il primo contribuente. Ai giovani voglio dire che tutti possono farcela. Dovete credere nei vostri sogni".

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