Ascoli Piceno, 7 ottobre 2018 - La Lega di Ascoli tiene vivo il tema dei migranti e ieri mattina un gruppo di militanti ha fatto il primo giro in città, con l’obiettivo di avere il polso della situazione intorno al fenomeno migratorio. Con loro c’era anche il segretario comunale, Roberto Maravalli, che dopo aver ottenuto i numeri dalla Prefettura aveva annunciato un’operazione di questo genere. Proprio parlando di numeri, a giugno erano 445 i richiedenti asilo, distribuiti in tutta la provincia: Ascoli, Castel di Lama, Castignano, Colli, Folignano, Grottammare, Monsampolo, Montedinove, Monteprandone, Roccafluvione, San Benedetto e Spinetoli.

«Abbiamo fatto questa prima uscita – ha commentato Maravalli – e abbiamo avuto modo di parlare con i cittadini che vivono nei dintorni dei siti in cui sono ospitati i richiedenti asilo. Si tratta dell’inizio di un ciclo di visite sul territorio che ci servirà per avere una visione più chiara del fenomeno e soprattutto capire quale sia il livello di integrazione».

Nell’uscita di ieri, i militanti sono andati a Porta Cappuccina, via Pretoriana, corso Mazzini e «abbiamo riscontrato un po’ di preoccupazione da parte dei cittadini, soprattutto a causa del frequente ricambio che c’è in questi appartamenti. Anche sull’integrazione abbiamo raccolto delle osservazioni, devo dire che un po’ di preoccupazione c’è. Faremo altre tappe anche in altre zone, perché vogliamo che l’accoglienza sia solo per quelli che ne hanno veramente bisogno e non diventi un business. Vogliamo verificare che i numeri corrispondano».

L’iniziativa non è passata inosservata e il capogruppo del Pd, Francesco Ameli, ha attaccato la Lega prendendo spunto dal post con cui lo stesso Maravalli venerdì aveva annunciato l’avvio di questa attività (cioè che «militanti e sostenitori della sezione di Ascoli della Lega inizieranno il controllo sui siti ove sono ubicati i richiedenti asilo. La cittadinanza è invitata a segnalare eventuali problematiche. Verificheremo il rispetto delle norme riguardanti l’accoglienza«). «La Lega chieda al presidente del consiglio comunale se sa qualcosa su chi gestisce i migranti e dove sono. Poi si parla di controlli, ma i partiti non si possono sostituire alle forze dell’ordine: noi non siamo per la giustizia fai da te».