Le carte che spaventano i residenti "Espropri e stop alle auto, diciamo no"

Il presidente di ComiColli: "L’amministrazione vuole fare cambiamenti, ma puntiamo al dialogo"

Il presidente del comitato ComiColli Francesco Cicognani Simoncini, 61 anni

Il presidente del comitato ComiColli Francesco Cicognani Simoncini, 61 anni

I colli bolognesi piacciono a tutti. E potrebbero finire al centro di una contesa tra pubblico e privato, o almeno questo è quello che temono alcuni residenti che puntano il dito contro un manifesto del 2021 in cui si parla addirittura di espropri di porzioni dei loro terreni.

Nel dettaglio, è prevista per questa sera una Commissione nella sede del Quartiere Santo Stefano, in cui si parlerà anche di questo. Da un lato presenzierà il comitato ComiColli, presieduto da Francesco Cicognani Simoncini e rappresentato dagli avvocati Annamaria Cesari (pure vicepresidente del comitato) e Massimiliano Bacillieri. Un team nato da pochi mesi e che per ora conta un centinaio di iscritti, tutti residenti dei colli dei quartieri Porto-Saragozza e Santo Stefano. Dall’altro, c’è appunto il manifesto ’Colli Aperti’, redatto un anno e mezzo fa, in ottica Primarie, dall’attuale consigliera comunale Simona Larghetti (allora presidente dell’associazione Salvaiciclisti, tra le sigle firmatarie del programma). Manifesto che presenta alcuni punti che hanno fatto drizzare i capelli ai residenti dei colli. Soprattutto quando si auspica che questi "diventino un bene di tutti", contro la "diffusissima privatizzazione dello spazio collinare". In particolare, contro alcune aree private che interrompono vecchi sentieri o non permettono il collegamento diretto tra parchi pubblici, come quelle tra Villa Spalda e Parco San Pellegrino300 Scalini, via NovaroMonte Donato, o nella valle alta del Ravone. Tratti che in passato sporadici turisti o camminatori attraversavano mentre i proprietari chiudevano un occhio, ma, dopo l’invasione durante il periodo della pandemia, ora ospitano via vai regolari che lasciano dietro di sé pure immondizia e cartacce. Tra i punti del manifesto, fa storcere il naso ai residenti pure l’ipotesi "Colli Days", uno stop al traffico nei weekend analogo ai T-Days in centro, per esempio in via di Casaglia fino a San Luca e via di Sabbiuno. "Date le pendenze di certe zone, l’ipotesi della bicicletta o del monopattino elettrico non è praticabile sui colli", commenta l’avvocato Bacillieri.

Il presidente di ComiColli, Cicognani Simoncini, chiarisce: "Uno degli obiettivi del neonato comitato è dialogare con la pubblica amministrazione anche mediante incontri mirati con i presidenti dei quartieri che hanno a che fare con i colli. Ci siamo resi conto che la pubblica amministrazione vuole cambiarli un po’ – continua – smembrando i vari parchi che ci sono per farne uno unico, diciamo globale. Pare stia passando una mentalità di rivalsa su chi abita i colli perché ’privilegiato’, ma non è così, anzi, molti proprietari si prendono cura del verde e delle strade vicine. Ora si parla pure di espropri, spero davvero non si arrivi a tanto. Lo scopo del comitato è "inclusivo: benissimo che la gente venga a passeggiare sui colli, ma deve farlo in maniera educata e rispettosa del territorio, valorizzando la collina meglio che si può per il bene di tutti, residenti e non".

Acqua sul fuoco giunge da Comune, Quartiere e dalla consigliera Larghetti. La quale specifica: "Quando abbiamo redatto il manifesto, aveva uno scopo preciso: ora quei principi sono a disposizione delle sigle firmatarie, ma io ho dismesso ogni carica alla candidatura. Capisco che il tema espropri accenda gli animi, ma era un tema generale, non un attacco ai residenti. In più, posso dire che per l’amministrazione questa soluzione è sempre l’extrema ratio, dato che comporta dispendio di energie e denaro. Non è certo una prassi". Difatti, da Palazzo d’Accursio si assicura: per ora non c’è un piano di espropri sui colli all’orizzonte.

Matteo Alvisi

Federica Orlandi