Bologna Città 30, Lepore apre a modifiche: "Ascoltiamo i cittadini". La destra: referendum: "Via alla raccolta firme"

L’assessora Orioli: "Rallentamento complessivo della velocità". FdI non molla e apre i banchetti per aderire al ’no’ alla Città 30. La Lega: "Provvedimento per rimpinguare le casse comunali".

Bologna, 17 gennaio 2024 – "Le preoccupazioni dei cittadini sono legittime, ma si convinceranno come in tutte le città in cui si è fatto". Il sindaco Matteo Lepore, nel giorno di effettiva entrata in vigore della Città 30, la prende in modo ’soft’ e apre a eventuali modifiche del provvedimento: "Se ci saranno delle strade che ai 30 non funzioneranno, abbiamo detto che piuttosto che fare un referendum siamo interessati ad ascoltare le segnalazioni dei cittadini", conferma a Radio24. E, ieri, ha anche parlato con Guendalina Furini, la studentessa che ha lanciato la petizione da 40mila firme, riservandosi di fare riflessioni.

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L’assessora Valentina Orioli con il sindaco Matteo Lepore
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Il bilancio lo fa, poi, in serata, l’assessora alla Nuova Mobilità, Valentina Orioli: "Bene questa prima giornata, c’è stato un rallentamento complessivo della velocità diffuso in tutta la città. Ringrazio i cittadini e le cittadine per lo spirito collaborativo con cui si sono messi in strada. Rimaniamo in ascolto delle segnalazioni di cittadini e di coloro che utilizzano l’auto per motivi di lavoro per migliorare nel tempo il provvedimento". Orioli conferma la bontà del provvedimento: "Una scelta che porterà benefici alla città in termini di maggior sicurezza stradale, minor inquinamento e maggior fluidità del traffico".

Le opposizioni, però, non mollano. E tirano dritto sul referendum: "Sappiamo che i tempi saranno lunghi, ma ci stanno già contattando centinaia e centinaia di persone contrarie alla Città 30. Partiamo da subito con i nostri banchetti per la raccolta adesioni per dire No alla Città 30. Tutti coloro che sosterranno la nostra petizione verranno ricontattati per sottoscrivere il quesito referendario", spiega il capogruppo di FdI, Stefano Cavedagna.

E insiste: "Multare chi viaggia ai 39 km/h, magari anche diligente, è di una violenza inaudita. Lepore è oltre il ridicolo". La Lega con il capogruppo Matteo Di Benedetto e il segretario cittadino Cristiano De Martino rincara la dose: "Il sindaco e il Pd hanno cominciato a fare cassa a spese dei cittadini con la Città 30, una misura su cui abbiamo chiesto dall’inizio, come Lega, un referendum. Venerdì saremo in piazza a manifestare contro questa misura".

Il consigliere del Carroccio, Giulio Venturi, ricorda al sindaco "che molte categorie e cittadini che hanno sempre votato a favore dei dem si stanno rivoltando contro. Basterebbero maggiori controlli e pattuglie in strada per salvare vite, tutto il resto è solo un modo per rimpinguare le casse di Palazzo D’Accursio". Per Francesca Scarano (Misto) "i nuovi limiti renderanno più complicata la vita a centinaia di lavoratori", mentre i civici di ’Bologna ci piace’ Samuela Quercioli e Gian Marco De Biase bollano la misura come "folle".

Rincara la dose il capogruppo azzurro Nicola Stanzani: "Giunta e maggioranza Pd si sono infilate in un vicolo cieco e ora devono scegliere tra proseguire con le multe a tappeto, producendo una macelleria sociale, o rinunciare alle contravvenzioni, mostrando la vacuità di una misura frutto di un capriccio radical chic".

A difendere i nuovi limiti la vicesindaca Emily Clancy: "Non è solo una questione di chilometri orari, ma di tutela della vita". Simona Larghetti, consigliera di Coalizione civica, usa la parola "normalità, che non dovrebbe scandalizzare se qualcuno viene multato in via Azzurra, dove il limite dei 30 vige dal 2016".

ros. carb.

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