ANDREA BONZI
Cronaca

Stefanelli, la signora delle auto: una storia di successo femminile

La scomparsa di Anna Maria, la donna che sfidò i pregiudizi fondando nel 1952 una concessionaria

Anna Maria Stefanelli durante una Mille Miglia con una Mercedes 300SL

Anna Maria Stefanelli durante una Mille Miglia con una Mercedes 300SL

Bologna, 12 giugno 2024 – Donna, madre e imprenditrice di successo. Con una carriera iniziata nel Dopoguerra, quando bisognava rimboccarsi le maniche per risollevare l’Italia. Anna Maria Stefanelli, scomparsa pochi giorni fa, viene ricordata così nei racconti dei famigliari e degli amici che l’hanno conosciuta.

Diplomata nel 1951, appena un anno dopo fonda la sua prima concessionaria che, con il marchio ’Stefanelli 1952’, diventa punto di riferimento per tutto il territorio bolognese e non solo.

Una storia esemplare, quella di Anna Maria, soprattutto in un momento storico in cui l’emancipazione femminile – e gli ostacoli che ne rallentano l’affermazione, ancora oggi – è sotto i riflettori.

E di ostacoli, Anna Maria Stefanelli, ne ha incontrati diversi.

Figurarsi, poi, negli anni Cinquanta e in un settore, come quello dell’automobile, tradizionalmente maschile.

I pregiudizi, racconta chi l’ha conosciuta, non mancavano in tanti dei suoi interlocutori, stupiti di trovarsi di fronte a una donna che ci sapeva fare e conosceva bene i meccanismi del mercato. Anna Maria non si è mai scoraggiata, andando avanti sulla sua strada e superando con eleganza le resistenze di determinate persone.

“Ho fatto sempre quello che credevo giusto fare, con serietà e onestà", diceva. Anna Maria Stefanelli è stata, di fatto, una degli esponenti di spicco di quella imprenditoria emiliana ed italiana, spesso di piccole dimensioni, che però ha rappresentato e rappresenta la spina dorsale del tessuto di aziende del nostro Paese.

Un’atmosfera che hanno respirato anche i clienti, i dipendenti e i collaboratori che hanno avuto a che fare con lei durante questi decenni: sul posto di lavoro, Anna Maria, che lavorava a stretto contatto con l’adorato marito Mario, ha cercato di ricreare un clima ‘familiare’.

La signora amava molto circondarsi di amici e conoscenti, all’uscita di un nuovo modello di auto organizzava presentazioni che diventavano subito occasioni di incontro e di festa. Un carattere molto solare ma anche volitivo, come si addice a una capitana d’azienda.

Tanto che, all’aumentare dei successi delle vendite e dell’allargamento della società – che progressivamente ha moltiplicato le sedi e i marchi, differenziando il raggio d’azione con un’agenzia di pratiche auto e noleggio e un centro logistico automotive – venivano curati anche i rapporti umani, ricordano i famigliari.

Il vuoto che lascia nel consorte Mario e nei figli Francesca, Cesare e Maria Alessandra è enorme. Ma lo è altrettanto la lezione di vita che resterà nei loro cuori.

Anna Maria Stefanelli, infatti, raccomandava anche alle ragazze con cui collaborava di raggiungere l’indipendenza e l’affermazione personale senza rinunciare alla famiglia.

"Le giovani donne devono sapere che è possibile essere felici sul lavoro e in famiglia, i due mondi possono, anzi devono coesistere, se questo è il desiderio ovviamente della persona", era una delle sue considerazioni. Dunque, non solo lavorare sodo, ma anche credere al massimo nelle proprie possibilità, senza porre limiti agli obiettivi di vita.

Un insegnamento, questo, destinato a rimanere per sempre.