Zanzare (foto Dire)
Zanzare (foto Dire)

Bologna, 15 giugno 2019 – Dal 17 giugno si aggireranno per Bologna 30mila zanzare in più. Ma è tutto calcolato: sono maschi, quindi non pungono, e per giunta sterili. Saranno liberati con il mandato di bloccare la proliferazione delle femmine, responsabili delle punture, dunque di pruriti, infezioni e virus potenzialmente pericolosi. E' con la lotta biologica integrata che il Comune intende combattere la zanzara tigre.

La sperimentazione partirà lunedì in un'area di circa 40 ettari del quartiere Navile lungo via Zanardi e in particolare nella zona compresa tra le vie Agucchi, Bertalia, Selva di Pescarola e via del Pane. In questo perimetro saranno immessi quasi 500 mila maschi sterili, i quali, accoppiandosi con le femmine, le renderanno sterili a loro volta, annullando di fatto la necessità di pungere. Sì, perché sono le femmine feconde a cercare il sangue per far maturare le uova.

Per rendere più efficace l'azione però sarà necessaria la collaborazione di tutti i cittadini. Per ridurre la densità di maschi fertili e aumentare l'efficacia di questa metodologia, sarà infatti necessario trattare anche le aree private di questa zona con prodotti larvicidi specifici. Questi trattamenti saranno effettuati in maniera gratuita, porta a porta, da personale del Centro Agricoltura Ambiente, una realtà che da più di vent'anni lavora sullo sviluppo di questa tecnica di contrasto alla zanzara tigre. Immettere maschi sterili non ha alcun impatto negativo sull'ambiente, sugli animali e sulla salute pubblica. 

 

Come funziona la sperimentazione

A partire da lunedì 17 giugno saranno lanciati nell'ambiente, a cadenza settimanale, 30mila maschi sterili per circa 16 settimane. In questa fase iniziale, per rendere maggiormente efficace l'operazione, si cercherà di abbassare il numero di zanzare già presenti nell'ambiente, eseguendo trattamenti larvicidi anche in aree private.

Operatori del Centro Agricoltura Ambiente, provvisti di tesserino di riconoscimento, andranno casa per casa, per trattare con prodotti larvicidi specifici e a ridotto impatto ambientale tutte le raccolte d'acqua non eliminabili, come i tombini ad esempio, e rimuoveranno o metteranno in sicurezza, tutte le altre possibili fonti di infestazione. Questo intervento sarà replicato per quattro volte, con cadenza mensile, da giugno a settembre in modo da impedire la maturazione delle larve in adulti e la conseguente dispersione sul territorio. In quest'area saranno attivate, durante tutta la fase di sperimentazione, 20 trappole per le uova che permetteranno di raccoglierle, allevarle in laboratorio e verificare la fertilità residua valutando l'efficacia di questa tecnologia. Durante questa fase di sperimentazione saranno effettuati come di consueto i controlli dala Polizia Locale e delle Guardie Ecologiche Volontarie, per verificare il rispetto del Regolamento comunale d’Igiene.