Bologna, 2 agosto 2018 - Passante, da prossimo a ormai remoto: Autostrade ha delineato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al posto della banalizzazione del nodo bolognese, l’opzione alternativa di trasformazione dell’attuale corsia di emergenza della tangenziale in una terza corsia dinamica. E questa nuova possibilità ha suscitato una serena riflessione nell’entourage di Danilo Toninelli, tanto che è già partita dallo stesso ministro, ieri, la richiesta agli uffici di sospensione della Conferenza dei servizi sull’allargamento in sede della tangenziale, il cui avvio sarebbe previsto per il 13 settembre prossimo e che invece ufficialmente dovrebbe essere congelata a breve.

È questo quanto trapela dagli ultimi contatti e incontri di approfondimento tra gli staff di Autostrade e del Mit. Dopo che lo stesso Toninelli aveva chiesto ad Aspi di valutare alternative per il superamento del Passante di Bologna. In cima alla lista del MoVimento c’era l’abbattimento delle barriere tra tangenziale e autostrada con 5 corsie per senso, la comunemente detta ‘banalizzazione’ che Autostrade tecnicamente chiama ‘complanarizzazione’. Ma, come detto, l’importante apertura di Autostrade ha scompaginato le carte. Ecco il racconto per tappe. E intanto l’allargamento in sede, come anticipato dal Carlino una settimana fa, sta virando sul rosso tramonto.

Banalizzazione, i limiti. Il ministero dei Trasporti stava valutando la banalizzazione. Autostrade aveva proposto con i suoi tecnici due studi. Il primo, un intervento lungo 8 chilometri, prevedeva una banalizzazione a tratti: dall’uscita 3 all’uscita 6 e dalla 10 alla 13. In pratica, per problemi soprattutto di dislivelli, il tratto centrale che comprende anche Fiera e svincolo per Padova non ne sarebbe stato interessato. Il secondo studio prevedeva una banalizzazione a tratti di 12 km, con alcuni interventi però anche nel tratto tra la 6 e la 10. Secondo le simulazioni di Autostrade però entrambi gli interventi non avrebbero portato particolari sollievi al traffico, soprattutto per la difficile convivenza tra auto e camion, a fronte di un lavoro impattante.

La terza corsia dinamica. Di fronte alle perplessità del Mit sulla scarsa efficacia trasportistica di una banalizzazione, Autostrade ha proposto un’alternativa: trasformare la corsia d’emergenza della tangenziale di Bologna in una terza corsia dinamica. Come in autostrada. Il numero di auto che entrano al mattino in tangenziale e autostrada è più o meno identico, sostiene Autostrade, e quando c’è bisogno per esigenze di traffico la terza corsia viene aperta. Eventualità non prevista in tangenziale. In più l’intento di Autostrade, approvato dal governo, sarebbe quello di mantenere tutte le opere di compensazione e le mitigazioni approvate per il Passante dalla Valutazione d’impatto ambientale. Autostrade tornerà a breve dal ministero con un nuovo studio su questo tipo d’intervento, che dovrebbe non poco, ma sicuramente meno dell’allargamento in sede.

Gli obiettivi. Il ministero vuole fare presto: rifare una Via sarebbe deleterio, l’obiettivo è di dare una via di fuga immediata ai bolognesi per ridurre gli ingorghi. Ma, al tempo stesso, il piano è quello di togliere 5 milioni di auto nei prossimi anni facendo affidamento sul progetto del tram e sul potenziamento della frequenza dei treni. Senza sventrare la città, secondo l’M5s, inutilmente, e senza entrare nelle case dei cittadini. Un piano di mobilità sostenibile che è stato condiviso da Autostrade. Negli incontri è stato anche sottolineato come la riduzione del traffico negli anni potrebbe ritrasformare la terza corsa dinamica in corsia d’emergenza. Intanto, mercoledì sera, il summit Merola–Pd consiliare ha deciso di riaggiornarsi sulla delibera da portare con riserve in Conferenza. Anche se, linea del sindaco o meno, quel 13 settembre pare non esserci già più.