Salvini a Bologna, i centri sociali hanno portato le balle in piazza Verdi (fotoSchicchi)
Salvini a Bologna, i centri sociali hanno portato le balle in piazza Verdi (fotoSchicchi)

Bologna, 2 giugno 2016 – Un blitz a sorpresa. Un’azione dimostrativa in uno dei luoghi simbolo di Bologna. Dopo il gran rifiuto di piazza Verdi, oggi Matteo Salvini torna oggi in città alle 18. La location è top secret, molto probabilmente in centro: «Dove andiamo lo diremo solo verso l’ora di pranzo – spiega Lucia Borgonzoni, la candidata sindaco del centrodestra, fedelissima del leader del Carroccio –. Se lo rendessimo pubblico prima, i centri sociali organizzerebbero per tempo le loro proteste, ci vorrebbero più agenti schierati, la zona finirebbe blindata e la gente non riuscirebbe a passare». Insomma, «si bloccherebbe tutto e daremmo troppi disagi ai cittadini». Gli uomini in servizio delle forze dell’ordine saranno circa 180.

Non si tratterà, comunque, di un tipico evento politico, simile alle recenti visite di Salvini sotto le Due Torri. Questa volta, l’intenzione è quella di organizzare una protesta simbolica in nome della libertà di espressione. Perché, come ha spiegato lo stesso Salvini ieri in una diretta Facebook, «piazza Verdi (foto) non è libera per i bolognesi, non lo è per i cittadini normali, né per un comizio della Lega. Lo è solo per spacciatori, scippatori e centri sociali. Ditemi che democrazia è?».

Il numero uno del Carroccio è poi tornato ad attaccare «i divieti assurdi della Prefettura e del Comune» e ha lanciato una nuova provocazione: «Domenica andate a votare col mio libro sotto braccio, sarebbe un bel segnale».

Contro la decisione del questore si sono schierati anche gli alleati. Per Fabio Garagnani (Fdi), il questore Ignazio Coccia «ha dimostrato la sua subalternità, indegna di un funzionario dello Stato, nei confronti delle esigenze dell’amministrazione comunale», mentre Lorenzo Tomassini (Uniti si Vince) ha chiesto un intervento del ministro Alfano.

Il sindaco Merola, intanto, ha invocato un pomeriggio senza violenze: «Speriamo di non avere incidenti, vedremo dove andrà Salvini, ma l’importante é che non ci sia nessuno che abbocca». E ha rivelato il grossolano scivolone dei leghisti che l’altro ieri, dopo il no a piazza Verdi, avevano lanciato l’invito a protestare chiamando direttamente al centralino del Comune: «Hanno dato un numero sbagliato, mancava un numero perché qualcuno potesse rispondere – l’ironia del sindaco –. La Borgonzoni ha bisogno di studiare, ma non ha tempo Salvini di occuparsi di queste cose...».