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15 mag 2022

La storia del Playground diventa un film

Davide Spina, giovane regista, ha già avuto contatti con Richardson e Pellacani: "La pellicola sarà pronta alla fine del 2023"

15 mag 2022
alessandro gallo
Sport

di Alessandro Gallo

Il Playground dei Giardini Margherita diventa un film. Nell’anno in cui il torneo cult di Basket City compie quarant’anni, il Playground prenderà anche le dimensioni di un docu-film. Per ricostruirne la storia, le leggende. Per capire quali sono i piccoli-grandi segreti che tengono in vita un torneo che si gioca nel polmone verde di Bologna e che, in quarant’anni di storia, è stato capace anche di attirare campioni Nba.

L’idea è venuta a Davide Spina, giovane regista di 38 anni, che he realizzato videoclip con Lo Stato Sociale e Luca Carboni, ha lavorato con la Red Bull e dato vita a tanti corti.

Tra le passioni di Davide, però, c’è la pallacanestro. Ecco quindi l’intuizione durante il lockdown.

"Nel periodo in cui tutti eravamo o quasi chiusi in casa – dice – ho finalmente recuperato un documentario che cercavo da tempo, quello sulla Drew League, che si gioca in California. Ero alla ricerca di una storia: la pallacanestro fa parte della mia vita, fa parte della città e così ecco l’idea".

Davide girerà degli spezzoni durante il prossimo torneo che è stato inserito dall’amministrazione comunale tra gli eventi estivi di Bologna. E soprattutto cerca anche reperti storici.

"Magari – si interroga – ci sono in qualche scaffale polveroso, vecchie videocassette, immagini d’epoca, magliette. Chiunque possa condividerle può scrivermi a docugardens@gmail.com oppure contattarmi tramite facebook – https:www.facebook.comdavide.spina051 –. Chi ci aiuterà, oltre a diventare parte attiva nel raccontare una delle storie di basket più belle del mondo, sarà ovviamente citato nel docu-film".

Il documentario, che sarà prodotto da Undervilla Prod, dovrebbe essere pronto nella primavera del 2023. Intanto Davide ha preso contatti con ‘antichi’ e attuali protagonisti dei Gardens.

Da Giorgio Bonaga, che una volta scese in campo incurante del fatto che al posto di un normale paio di scarpe da basket avesse dei camperos, a Micheal Ray Sugar Richardson che sicuramente è stato il più grande giocatore che abbia calcato il cemento dei Giardini.

E poi Nino Pellacani, che prima di firmare qualsiasi contratto, valutava l’esistenza della ‘clausola-Giardini’, ovvero la possibilità di prender parte al torneo senza che nessuna società di serie A potesse negargli questo divertimento.

"Durante il torneo – insiste Davide – oltre alle riprese e a continuare le mie ricerche, realizzerò delle interviste. Per portare alla luce storie ed eventi che meritano di essere raccontate”.

Un qualcosa insomma che renderà il Playground ancora più unico. Il solo torneo, in Italia, al quale siano stati dedicati ben due volumi (già usciti) e un film (prossimamente su questi schermi).

E per chi non resiste all’attesa del film, ci sono due aspetti da non sottovalutare per questa estate. Ovvero che per la prima volta il Playground è stato inserito nel cartellone dei grandi eventi promossi dall’amministrazione comunale per questa estate. E, a settembre, al Baraccano, è in programma anche una mostra – magliette, locandine, regolamenti e immagini datate – per onorare la memoria di Walter Bussolari, uno dei papà nonché la storica voce del Playground.

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