Bologna, 12 settembre 2019 - Il permesso premio per festeggiare i 18 anni rilasciato al baby killer di Napoli che uccise un vigilante suscita polemiche molto forti. Comprensibile. Però dobbiamo anche ricordare che il carcere deve tendere alla rieducazione del detenuto. E a un ragazzo di 18 anni bisogna dare tutte le possibilità per ricominciare.
Roberto Reverberi, Reggio Emilia

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Tutto vero ciò che lei dice. Ma la prospettiva di ragionamento, entrando nel merito, è più ampia. Il giovane Ciro ha ottenuto un permesso premio dopo un anno e mezzo e con una condanna a 16 anni, non all’ergastolo, per celebrare i suoi 18 anni insieme ad amici e fidanzata. Si poteva aspettare per far capire a questo signore che non è così facile uscire dal carcere. Le fotografie della baldoria sono finite si Istagram.Che le abbia postate il detenuto o i suoi amici poco cambia: questo è l’ambiente che Ciro frequenta e certo non è educativo per uno che ha ucciso. I familiari di Francesco Della Corte, vigilante ucciso a bastonate da Ciro e altri due complici, non hanno nulla da festeggiare, sono distrutti dal dolore. Non hanno più lacrime per piangere. Ciro e altri due complici, minorenni come lui all’epoca dei fatti, ammazzarono il vigilante della metropolitana per rubargli la pistola. Ridevano durante il massacro, «tanto non ci fanno nulla». Per il compleanno di Ciro fuori dalla cella si poteva aspettare. Ecco perchè c’è la sensazione diffusa che la dinamica giudiziaria sia troppo spesso disattenta verso le vittime.
beppe.boni@ilcarlino.net