Il mondo in ansia per i roghi in Amazzonia
Il mondo in ansia per i roghi in Amazzonia

Bologna, 25 agosto 2019 - Se andiamo avanti così prima o poi meglio non farsi sorprendere a bere dentro un bicchiere di plastica onde evitare denunce alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja. Pesaro, città natale del grande compositore Gioacchino Rossini, alza il tiro nella battaglia proprio contro la plastica. Dal 1 settembre scatta una ordinanza che impone agli esercenti di vendere cibo o bevande da asporto solo in contenitori biodegradabili. Scelte simili si sono registrate questa estate in diverse zone della Riviera per gli stabilimenti balneari.

Pesaro, capoluogo di provincia, si allinea ad altre città, come Lucca, ma con un giro di vite più severo. La difesa dell’ambiente è sempre da applaudire. Attenzione però a non dare la percezione di battaglie ideologiche svincolate da una strategia più ampia esolida. Tutti si indignano anche per l’Amazzonia, polmone verde del pianeta, che brucia. Se ne parla al vertice di Biarritz, fioriscono manifestazioni a Bologna e in altre città. E’ sacrosanto difendere il benessere della Terra perchè così difendiamo la nostra vita. E se si decide di assistere davvero l’ambiente anche in casa propria la visione deve andare oltre il singolo tema.

In Italia la crociata antiplastica sta crescendo come un uragano tropicale ma si espande a macchia di leopardo e con aspetti diversi. Ogni sindaco, che sia di un borgo o di una città, procede in ordine sparso. Chi non vuole i bicchieri, chi vieta i piatti in spiaggia, chi punta il dito contro lo street food, il cibo di strada, in centro ma non periferia. Ordinanze con fantasia, divisi alla meta. E già questo frazionamento è un problema. Occhio però, la difesa dell’ambiente non si gioca solo contro piatti, coltelli e forchette monouso o protestando nelle piazze italiane per l’Amazzonia. Cose peraltro doverose.

L’impeto ecologista collettivo, se vuole avere peso e credibilità al di là delle singole sigle, non può e non deve seguire solo il tema di giornata. In Campania le terre dei fuochi continuano a bruciare, in certe zone della Calabria o della Sicilia appena esci da uno stabilimento balneare a 5 stelle (non c’entrano i grillini) trovi infilate di spazzatura a bordo strada, a Roma, discarica sì discarica no, i turisti di mezzo mondo fotografano il Colosseoo ma anche cassonetti traboccanti di sacchetti della spazzatura non rimossi.

Nessuno vuole i termovalorizzatori eppure servono per smaltire i rifiuti. C’è la plastica, quindi, da tenere a bada, ma anche molto altro. Nelle scuole arriverà l’educazione civica, eppure ci vorrebbe anche quella ambientale. Come serve una campagna massiccia e continua, di controlli, di pulizia, di sanzioni, di informazione. Ovunque da Nord a Sud (soprattutto). Nel frattempo teniamo d’occhio anche la plastica e l’Amazzonia.