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28 giu 2022
Commento

La corsa della ceramica

Matteo Naccari
I numeri dicono tutto: 7,5 miliardi di euro di fatturato nel 2021. Il settore della ceramica gira a mille, trainato dal distretto emiliano che nel Modenese ha il suo quartier generale, visto che in regione è concentrato circa il 90% della produzione. Una corsa che ha riportato il comparto ai livelli pre crisi Covid e anzi sotto alcuni aspetti ha superato i dati che si registravano prima della pandemia. Il presidente di Confindustria Ceramica, il romagnolo Giovanni Savorani, ha certificato che la corsa continua anche nei primi mesi del 2022, però ha messo l’accento sull’aumento assurdo dei costi che appunto rischia di mettere un freno ai volumi produttivi. E quindi, i prezzi delle materie prime e dell’energia iniziano a pesare come non mai: la stima è di 900 milioni in più solo per il gas naturale. Insomma, occorrono aiuti perché questo motore dell’economia non si ingolfi, considerato quanto vale. Il comparto, tra chi produce piastrelle e lastre e chi ceramica sanitaria e stoviglieria, dà lavoro a 26mila persone e solo lo scorso anno queste imprese hanno investito 350 milioni di euro. Va quindi posta attenzione a quanto sta succedendo affinché l’esplosione della spesa non diventi un fardello insopportabile. Da dove iniziare? Intanto da un provvedimento che metta un tetto al prezzo del gas. Fondamentale. Senza dimenticare sgravi fiscali e incentivi a chi appunto investe. La ceramica è un fiore all’occhiello dell’Emilia Romagna, va tutelato. Non solo a parole.   

 

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