Lamborghini punta a diventare il modello sulla settimana corta

Nella famosa azienda automobilistica di Sant’Agata è vicino l’accordo sui 4 giorni lavorativi. Sacchetti (Fiom): “Potrebbe diventare un’intesa apripista per tutto il territorio”. E la sinistra apre alla rivoluzione

Bologna, 30 novembre 2023 - Lamborghini potrebbe mettere lo sprint alla settimana lavorativa corta. Se nella famosa azienda di bolidi di Sant’Agata bolognese che quest’anno compie 60 anni passerà l’intesa, lavorare 4 giorni alla settimana potrebbe diventare non più solo un’eccezione.

E, magari, ‘contagiare’ anche altre imprese del nostro territorio e non solo. L’accordo – su cui sindacati e azienda stanno lavorando da un annetto – porterebbe a far lavorare 4 giorni a settimana i dipendenti impiegati a turni.

Lamborghini, azienda di Sant'Agata bolognese, punta alla settimana corta
Lamborghini, azienda di Sant'Agata bolognese, punta alla settimana corta

E quindi, intervellare la settimana di 4 giorni di lavoro con quella di 5 per chi è impiegato su due turni; oppure – per chi di turni ne fa tre – lavorare 4 giorni per due settimane, per poi tornare all’orario normale. In attesa di capire i dettagli dell’intesa, spuntano anche altre innovazioni che potrebbero fare scuola.

Dallo smart working ’massiccio’ per alcune mansioni, a corsi legati a benessere e fitness e altre novità legati ai permessi. Insomma, un accordo a dir poco innovativo, tant’è che il sindacalista Fiom Primo Sacchetti, anima della famosa protesta della ex Saga Coffe di Gaggio Montano, “potrebbe diventare un’intesa apripista per tutto il territorio”.

In Emilia-Romagna

Di settimana lavorativa corta, del resto, si parla da tanto tempo. Ma sono pochi i casi in cui, effettivamente, in Italia ha avuto concretezza. Pensando all’Emilia-Romagna, c’è il caso della Omso di Pieve (Reggio Emilia), dove ad aprile la Fiom ha firmato un accordo aziendale che permette di scegliere tra i 1.280 euro di aumento di stipendio annuo o tra 5 giorni in più a casa all’anno o 10 mezze giornate libere aggiuntive.

Nell’azienda del packaging, in pratica, si è stabilito ad aprile che è possibile guadagnare gli stessi stipendi di oggi (con anche una serie di benefit in più) ma sperimentare la ‘settimana corta’, per conciliare tempo di vita-lavoro.

L’esperimento inglese

Ma il vero esperimento, quello della settimana corta di 32 ore, è stato effettuato in Gran Bretagna nel 2022, coinvolgendo 73 aziende di tutti i tipi, dalle banche ai Fish & Chips, e 3.300 lavoratori. I risultati? Chi ha partecipato ha raccontato di aver beneficiato di meno stress, mentre le aziende hanno visto diminuire di un terzo i giorni di malattia e del 57% il tasso di licenziamento. La produttività? Stabile e in alcuni casi è addirittura aumentata.

La ricerca

Di certo, la spinta per lavorare meno (e magari lavorare tutti), dopo la pandemia è cresciuta, tant’è che da sinistra anche la segretaria del Pd Elly Schlein - in un’intervista a Fanpage a fine settembre - ha aperto alla possibilità di lavorare 4 giorni anziché 5. La conferma che il tema è sentito arriva dalla ricerca ’La nuova relazione con il mondo del lavoro’, realizzata da Assirm, l’associazione che riunisce le maggiori aziende italiane che svolgono ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale per Confindustria Intellect. Secondo l’indagine, la maggioranza degli italiani (il 55 per cento) è disposto a guadagnare meno pur di avere un giorno libero in più. Percentuale che sale al 62 per cento nella fascia d’età che va dai 25 ai 34 anni.