IT-Alert, questionario da compilare: chi lo deve fare e come

Il test di allarme ha finalmente suonato anche in Emilia Romagna e ora è il tempo di raccogliere le testimonianze: ecco dove inviare le opinioni sul servizio. Più di 210mila persone l’hanno già completato

Il messaggio di IT-Alert su un iPhone

Il messaggio di IT-Alert su un iPhone

Bologna, 11 luglio 2023 – Tante, piccole sirene sono suonate nella giornata di ieri alle 12 in punto in Emilia Romagna e il test di IT-Alert è rimasto sulla bocca di tutti. Obiettivo della prova del sistema di allarme pubblico nazionale era comprenderne l’efficacia e, soprattutto, raccogliere le opinioni dei cittadini tramite il questionario ufficiale.

A oggi sono state rilasciate alcune informazioni sull’esito del test, che la Protezione civile nazionale considera piuttosto positivo, e sul contenuto del questionario in caso qualcuno avesse dubbi su come compilarlo.

Com’è andato il test in Emilia Romagna

Sono 210mila i questionari inviati finora in tutta l’Emilia Romagna, che si uniscono a quelli già inviati fin dall’inizio del test raggiungendo i 771mila complessivi. Dal 28 giugno in poi, le sperimentazioni sono state fatte in Toscana, Sardegna, Sicilia, Calabria e poi Emilia Romagna.

È un numero importante quello raccolto dalla nostra regione, considerando che è la quinta ad aver sperimentato IT-Alert e quindi i cittadini erano più informati.

"Un risultato piuttosto soddisfacente - fanno sapere dalla Protezione civile nazionale -. Le persone informate erano tante, grazie alle notizie capillari diffuse dai media e al fatto che già altre regioni avevano avviato la sperimentazione". Per quanto riguarda il numero effettivo di messaggi che hanno raggiunto i cellulari, il risultato non è noto e non è possibile recuperarlo. Quel che si sa è solo che IT-Alert è una sirena che suona in una certa area: il messaggio di allarme raggiunge i telefoni accesi in una certa zona di copertura di rete.

Problemi di privacy

Quest’ultima informazione serve anche a rassicurare chi è preoccupato dell’impatto di IT-Alert sulla propria privacy. Un sistema che è presente nel telefono ‘senza consensi’, che ‘traccia la posizione’ e non è possibile disattivare: in questi giorni il dibattito si è infiammato, merito anche della tecnologia particolare di cui l’allarme nazionale fa uso.

IT-Alert funziona unicamente come megafono per le emergenze e non usa alcun tipo di informazione personale per farlo. Non c’è modo, infatti, di sapere quanti messaggi sono stati mandati e in che aree, proprio perché la tecnologia utilizzata dal sistema funziona solo per diffondere un allarme.

Un allarme che arriva sui dispositivi a prescindere dal fatto che sia installato o meno non è una novità: già in altri paesi, come in Giappone per i terremoti, si fa uso di mezzi simili per allertare tutta la popolazione del pericolo. Non è disattivabile perché si tratta di un messaggio nazionale.

Le domande del questionario e dove si compila

Tutti quelli che si trovavano in Emilia Romagna il giorno del test possono inviare il questionario, utilissimo sspecialmente per coloro che hanno riscontrato problemi con l’allarme, come un ritardo o la mancata ricezione. Proprio perché IT-Alert non è in grado di raccogliere dati, il questionario è fondamentale per avere un feedback dalla popolazione.

I punti da compilare sono diversi. Prima di tutto si chiede di indicare dove ci si trovava esattamente quando il messaggio è arrivato, poi se questo sia stato ricevuto o meno e a che ora, per segnalare eventuali errori.

La seconda parte è dedicata a come l’avviso è stato percepito: se il testo era chiaro, lo stato d’animo in cui eravamo quando è squillato l’allarme, se il suono era ben riconoscibile e così via.

È importante poi indicare anche la tipologia di cellulare, in modo da scoprire problematiche specifiche con alcuni modelli.

Tutti coloro che ancora non lo hanno fatto, possono andare sul sito di IT-Alert e inviare il questionario: ecco il link.