Commissario per alluvione, domani la nomina: i nomi e gli ultimi ‘sondaggi’

Il Consiglio dei ministri non può più tardare sulla ricostruzione: restano in campo Figliuolo, Dell’Acqua e Bertolaso, chiamate e contatti in corso. Out Vadalà, Curcio difficilissimo

Bologna, 26 giugno 2023 – Intanto una certezza: al consiglio dei ministri di martedì, dunque domani, verrà fatto il nome del commissario alla ricostruzione post-alluvione. La nomina era slittata la scorsa settimana e ormai non c’è più tempo a disposizione: il Governo ha deciso di orientarsi su un tecnico e dunque non sarà Stefano Bonaccini a gestire l’emergenza abitativa in Emilia-Romagna, parte delle Marche e del Mugello.

Aggiornamento Commissario per l’alluvione: oggi la nomina

Il premier Giorgia Meloni nelle zone colpite dall'alluvione a Ghibullo
Il premier Giorgia Meloni nelle zone colpite dall'alluvione a Ghibullo

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I nomi

Restano in campo di fatto in tre: il generale Francesco Figliuolo, che abbiamo imparato a conoscere durante la campagna vaccinale; Guido Bertolaso, già capo della protezione civile e ora assessore in Lombardia (il doppio incarico tecnicamente non è un problema, ma va da sè che accettare di diventare il commissario alla ricostruzione equivarrebbe a dimettersi dall’incarico milanese); infine Nicola Dell'Acqua, veronese, una lunga carriera di incarichi in Veneto e a Roma. Paiono usciti di scena Fabrizio Curcio (che avrebbe dovuto rinunciare a gestire la protezione civile), il forestale Giuseppe Vadalà e tutti i nomi ‘politici’, compresa la doppia coppia Stefano Bonaccini-Galeazzo Bignami.

I tempi e i modi

Come si diceva la nomina è attesa domani. Il disegno di legge quadro in materia di ricostruzione post calamità (che riguarda ogni possibile caso) ha già fissato i binari su cui potrà muoversi il futuro commissario per la ricostruzione nella regione. Sarà un soggetto con competenze manageriali, che avrà la facoltà anche di agire in deroga al codice degli appalti e la cui nomina avverrà d'intesa con le Regioni e le Province autonome interessate. Il coinvolgimento dei governatori e di altre figure è comunque previsto: secondo la bozza del Ddl, attraverso Dpcm potrà essere essere nominata una cabina di coordinamento che affianchi il commissario. La cabina di coordinamento è presieduta dal commissario straordinario del governo alla ricostruzione e composta dal capo del Dipartimento Casa Italia della presidenza del Consiglio, dal capo del Dipartimento della Protezione civile, dai presidenti delle Regioni e delle Province autonome interessate, dal sindaco metropolitano ove presente, da un rappresentante delle Province interessate designato dall'Upi, da un rappresentante dei Comuni interessati designato dall'Anci. Finora i presidenti di regione erano sempre stati anche commissari straordinari.

Le polemiche

Dagli Stati Uniti intanto il governatore  dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, tuona: “Il ministro Musumeci aveva preso l'impegno a convocare ogni settimana me e i rappresentanti degli enti locali sulle misure post alluvione, al tavolo col Governo da lui coordinato. Fatto il primo incontro, non siamo mai più stati convocati. Non solo, io non ho nemmeno più ricevuto una telefonata. È una situazione paradossale”. 

Sul tema interviene anche la vicepresidente della Regione con delega alla Protezione civile, Irene Priolo: “Si stanno assumendo delle responsabilità, perché se succede qualcosa a settembre poi gli esposti li faccio io”, manda a dire Priolo in riferimento al Governo. Il commissario per la ricostruzione “se lo nominano devono dargli delle risorse, altrimenti cosa fa? Il commissario senza portafoglio? Un po' impegnativo”, afferma la vice del governatore Stefano Bonaccini, che intanto sta già svolgendo l'incarico di commissario per l'emergenza. A lui “per ora è attribuito un pezzo di competenze specifiche», riepiloga Priolo, aggiungendo che se per la ricostruzione fosse nominato un altro commissario allora «sarebbe la prima volta che coesistono” due figure di questo tipo: insomma “abbiamo avuto due papi, avremo anche due commissari”.