Un gol a freddo dopo appena 5’, poi altri 90’ per raddrizzare la partita senza però riuscirci: si confeziona così la prima sconfitta interna dell’Alma contro il FC Matese, la seconda in queste prime cinque gare, che lascia attoniti e frustrati i sempre meno tifosi fanesi sugli spalti, in un campionato che doveva sancire la risurrezione, ma che invece si sta rivelando più ostico del previsto. L’assenza del centravanti Broso, infortunato, ha influito non poco sul gioco granata, impedendo l’offensiva aerea in area casertana, con il suo sostituto, Casolla, che si è dovuto adattare in una posizione non sua, quasi...

Un gol a freddo dopo appena 5’, poi altri 90’ per raddrizzare la partita senza però riuscirci: si confeziona così la prima sconfitta interna dell’Alma contro il FC Matese, la seconda in queste prime cinque gare, che lascia attoniti e frustrati i sempre meno tifosi fanesi sugli spalti, in un campionato che doveva sancire la risurrezione, ma che invece si sta rivelando più ostico del previsto. L’assenza del centravanti Broso, infortunato, ha influito non poco sul gioco granata, impedendo l’offensiva aerea in area casertana, con il suo sostituto, Casolla, che si è dovuto adattare in una posizione non sua, quasi sempre braccato dai due centrali matesani. Tutto ciò ha costretto, quasi sempre, il Fano all’azione manovrata, nella quale però è mancata terribilmente la velocità di esecuzione. Il Matese, trovatosi inaspettatamente in vantaggio, è stato bravo a narcotizzare la partita, dando pure l’impressione di non voler mai affondare alla ricerca del colpo risolutore, preferendo coprire con saggezza tattica ogni spazio nella propria metà campo, dove si è svolta, in pratica, tutta la gara. Mister Gioffrè ha tentato, nella ripresa, di cambiare l’inezia del match, effettuando tutti i cinque cambi a disposizione, ma una volta di più è emersa la modestia di una panchina che non ha offerto qualità e maturità per pensare di riprendere gli avversari. In questo modo i granata sono andati incontro al proprio destino, trovando pure, al fischio finale, la contestazione della curva.

Partita decisa al 5’ quando su angolo calciato da Ricci, è Ricamato a svettare di testa e a mettere la sfera a fil di palo. Ci sarebbe per l’Alma tempo per rimediare, ma i granata impiegano mezzora per riprendersi, e poi restano intrappolati nella fitta rete difensiva del Matese. Sporadiche e improvvisate le occasioni: al 23’ Casolla non approfitta di un maldestro rinvio del portiere, al 30’ Congiu spinge Casolla a terra in area, ma per l’arbitro non c’è nulla, al 36’ azione Tortori e Casolla sventata dal portiere in uscita, al 44’ Esposito serve Antezza: la botta dal limite è alta.

Ripresa. La supremazia territoriale dei granata non produce concrete opportunità, nonostante Gioffrè inserisca Gigli dietro spostando Manè in mezzo e il belga Oulad Badr sulla fascia, oltre a Zanolla per un ammonito Del Rosso. Dopo un diagonale di Esposito alto all’11’, una punizione di Casolla respinta in tuffo dal portiere al 13’ e una conclusione debole di Oulad Badr su un pallone smorzato da Antezza in area al 31’, bisogna attendere il 33’ della ripresa per vedere l’unica vera occasione del Fano. La fattura Esposito che, preso un rimpallo, sfodera una saetta sulla quale Del Giudice compire un piccolo miracolo. C’è pure una impacciata conclusione di Oulad Badr su cross di Esposito al 44’, ma il tutto è davvero troppo poco per pretendere di impensierire la robusta difesa verdeoro del Matese. Gli ospiti conquistano una storica vittoria a spese di un Fano apparso troppo debole e leggero per pensare di poter competere con avversari più rodati e compatti, come si è rivelato, sorprendentemente, il Matese.

Silvano Clappis