Carnevale Cento 2024, i carri: ecco i bozzetti dei cinque che sfileranno

Si tratta di enormi opere di cartapesta che sapranno lanciare messaggi importanti sfidandosi a colpi di coriandoli, sorprese, movimenti delle maschere e bellezza dei costumi

I Toponi al lavoro per presentare il loro carro al Carnevale di Cento 2024

I Toponi al lavoro per presentare il loro carro al Carnevale di Cento 2024

Cento, 26 gennaio 2024 - Il Cento Carnevale d’Europa, guidato da Ivano e Riccardo Manservisi, è pronto per far sentire tutta la sue energia portando in sfilata 5 enormi carri di cartapesta che si sfideranno per vincere questa edizione che aspetta tutti nelle domeniche del 28 gennaio, 4, 11, 18 e 25 febbraio, a partire dalle 14.

Enormi opere di cartapesta, frutto del lavoro dei volontari delle associazioni carnevalesche che sapranno raccontare delle storie lanciando però messaggi importanti e, ovviamente, sfidandosi a colpi di coriandoli, gettito, sorprese, movimenti delle maschere e bellezza dei costumi.

Campioni in carica, i Toponi ci riprovano con ‘Siamo come Hikikomori’ cioè giovani che si rinchiudono nella propria stanza per anni, poiché tutto ciò che sta fuori li spaventa e li fa sentire inadeguati. L’essere umano sembra avvertire forti pressioni di realizzazione personale nel lavoro, nelle relazioni, nella vita sociale e sempre più spesso la difficoltà nel conseguire tali traguardi porta la persona a rinchiudersi nella propria solitudine, persino a non uscire più di casa. Ecco la gabbia di maschere demoniache delle aspettative sociali, lo Shishi, il cane leone che ha il potere di scacciare gli spiriti maligni e l’hikikomori che cerca di uscire dalla propria prigione. Il messaggio è che la resilienza aiuta a combattere la tendenza a chiamarsi fuori dalla vita e a saper convivere con le nostre responsabilità. Un’associazione che si è affidata al computer per muovere autonomamente le maschere perfezionando l’armonia.

I Fantasti100 cercano il successo con “Freedom spalanchiamo gli orizzonti”, importante riflessione e dal messaggio universale di uguaglianza di Nelson Mandela che parte dall’Africa, la culla dell’umanità dove lo storico presidente ha iniziato il suo viaggio cercando di abbattere il muro del pregiudizio razziale. Ecco le maschere tribali; tra storia culturale e colori vibranti che simboleggiano la diversità etnica e culturale che caratterizza il continente africano e il mondo intero e un esplicito messaggio contro la discriminazione, rappresentata da una donna di colore che tra le braccia culla un neonato dalla pelle bianca, segnale netto di speranza di un futuro paritario tra tutti i popoli della terra. Il messaggio è che tutti devono essere liberi di camminare su questa terra come un unico grande popolo unito, demolendo il muro della diversità e costruendo un mondo in cui ogni individuo è libero di essere se stesso, senza timori né pregiudizi.

I Ragazzi del Guercino si presentano con ‘Non fuggire…affrontalo!” aspirando al gradino più alto del podio. Vogliono raccontare che ognuno di noi, in maniera più o meno consapevole, ha affrontato ansie, paure o timori. E chi meglio di un enorme drago può rappresentare le preoccupazioni che si insidiano nel nostro essere umani? Spiegano che ci rincorrono per cui non ci resta che fuggire e, suggeriscono, di rifugiarci tra le esuberanti braccia di questa associazione carnevalesca che con la sua allegria e spensieratezza rasserenano e incoraggiano, ricordando a tutti che le paure e le ansie si possono affrontare.

Festeggiando un compleanno particolare, con ‘Un cielo pieno di stelle’ l’associazione carnevalesca Risveglio cerca la risalita. Per loro, infatti, i carristi sono dei veri artisti di strada, e quest’anno festeggiano il quarantesimo sogno, il 40esimo carro che considerano la quarantesima stella che si accende nel loro firmamento. Portano in piazza il loro essere. Ecco dunque che si vedrà una notte stellata, un cielo dove infiniti punti luminosi diventano depositari dei propri sogni, pensieri, ambizioni. Ma dicono anche che ci si ritrova a indossare virtualmente la maschera del Pierrot, eterno sognatore delle notti stellate alla ricerca continua di essere protagonista del palcoscenico della vita, volando con la mente, sulle ali della libertà di una farfalla bellissima per un lunghissimo infinito giorno.

Infine i Mazalora con ‘Non chi comincia, ma quel che persevera’. Portano un carro che vuole raccontare che nella vita bisogna perseverare per raggiungere i propri obbiettivi, superando gli ostacoli e combattendo le proprie paura ma anche che basta poco, però, per sentirsi impotenti e spaventati, come su una zattera alla deriva colpita da onde indomabili e venti sferzanti ma che, con la resilienza, si può spiccare il volo come il loro particolare aviatore. Lanciano un messaggio forte e cioè che ognuno di noi ha tra le proprie mani il potere di ribaltare questa condizione, che non bisogna mai perdersi d’animo ma continuare a lottare per raggiungere i propri traguardi.