Il giardino dai mille volti. Dalla Gigina alle giostre, oltre la coltre di paura un quartiere si svela

Lunedì al parco Coletta una serie di iniziative per scoprire un angolo della città. Si parte con l’esposizione fotografica e l’inaugurazione della mostra. L’esposizione nasce dalle interviste alle persone raccolte dagli studenti.

Il giardino dai mille volti. Dalla Gigina alle giostre, oltre la coltre di paura un quartiere si svela

Il giardino dai mille volti. Dalla Gigina alle giostre, oltre la coltre di paura un quartiere si svela

Dalla trattoria Gigina, un simbolo di Ferrara, alle giostre con le luci sullo sfondo. E’ un viaggio nel Quartiere Giardino, tra le bellezze nascoste da una fitta coltre di una narrazione fuorviante, generatrice di paure e insicurezze. Un mondo che è stato raccolto in una guida turistica, per invitare abitanti e visitatori del quartiere a fermarsi per vivere i suoi spazi e scoprirne gli aspetti dimenticati. Si chiama ”Il Giardino dai mille volti”.

Lunedì, al Parco Coletta (giardini del Grattacielo), questo spaccato torna a vivere. Un itinerario che, alle 14, propone un esame di antropologia della comunicazione su esposizione fotografica e inaugurazione mostra. Alle 15,30 caccia al tesoro per giovani e adulti nel quartiere Giardino. Il “Giardino dai mille volti”, seconda edizione deI Progetto vincitore del premio “Io amo i beni culturali” della Regione nel 2018, ha riunito scuole, università, associazioni, musei, archivi, volontariato, comitati e individui nella ricerca del patrimonio storico, culturale e sociale del Quartiere Giardino. ‘Il Giardino dai mille volti’ è nato a febbraio 2024 nell’aula del Corso di antropologia della comunicazione del prof Scandurra di Unife, da un gruppo di lavoro formato da quattro studenti Tommaso Cavazza, Emma Celegato, Andrea Mancino e Giulia Rigoni, coordinati dalla prof Lorenza Cenacchi e coadiuvati da due fotoamatori Stefania Ricci Frabattista e Mario Bettiato. Hanno collaborato con il team due centri culturali, la Biblioteca Giardino e il Centro di mediazione, due laboratori di Unife, il Laboratorio di Studi per la Pace del prof Alfredo Mario Morelli e il Laboratorio di Studi urbani e il fotografo professionista Luca Veronesi, che lavora ad un progetto di fotogiornalismo di visuale, sulla comunità multiculturale del grattacielo di Ferrara. I giovani antropologi hanno esaminato quali aspetti del quartiere abbiano influito sulla scelta delle persone intervistate, di vivere il quartiere come soggetti attivi, fino a diventare presenze imprescindibili. Le informazioni raccolte con le interviste, le registrazioni, gli appunti, le foto sono state rielaborate dagli studenti e riassunte in una mostra fotografica, curata dai fotoamatori Stefania Ricci Frabattista e Mario Bettiato, dallo scatto, alla preparazione dei 12 pannelli, fino all’allestimento. I risultati emersi nel laboratorio saranno presentati durante l’esame di antropologia della comunicazione su esposizione fotografica, alle 14 di domani, nei giardini del Parco Coletta. La mostra fotografica sarà inaugurata durante la prova d’esame e sarà ospitata in orario diurno, sulla recinzione del Parco Coletta, fino al 13 giugno. Dopo questa data, l’esposizione sarà nei luoghi di aggregazione sociale che l’hanno prenotata. Dopo l’esame, alle 15:30, nel Parco la caccia al tesoro “Agrippina”, scritta da alcune studentesse del liceo Carducci, coordinate da Beatrice Sgaravatto di Minime Differenze, per la scorsa edizione del progetto.