Trovati morti dopo mesi. La chiamata dei Canullo e l’aiuto che non arrivò: ci sono tre indagati

L’ipotesi è omicidio colposo. Il responsabile della centrale operativa del 118, un medico e un agente della Volante sono già stati ascoltati. Ora il sostituto procuratore dovrà decidere come chiudere l’inchiesta.

Trovati morti dopo mesi  La chiamata dei Canullo  e l’aiuto che non arrivò:  ci sono tre indagati

Trovati morti dopo mesi La chiamata dei Canullo e l’aiuto che non arrivò: ci sono tre indagati

Macerata, 15 marzo 2023 – Ci sono tre indagati per omicidio colposo per la morte di Eros Canullo, di sua moglie Maria Angela Moretti e del figlio Alessandro, avvenuta il 6 settembre 2021. Si tratta del responsabile della centrale operativa del 118, di un medico e di un agente della Volante. Tutti e tre nelle scorse settimane sono stati invitati in procura per dare la propria versione su quella tragica vicenda, e ora il sostituto procuratore Stefania Ciccioli dovrà decidere come chiudere l’inchiesta.

Le indagini della Squadra mobile hanno permesso di ricostruire la serie di eventi che, purtroppo, condussero a quella fine tragica. Eros Canullo, 80enne, la moglie Anna Maria, 76enne e il figlio 54enne Alessandro conducevano una vita molto solitaria. La famiglia, molto conosciuta, era in condizioni più che agiate, ma quando da ragazzo Alessandro era rimasto invalido a causa di un incidente, i tre erano come implosi chiudendosi sempre di più. Quando Anna Maria aveva avuto un ictus, che l’aveva costretta a letto, il marito era rimasto l’unico a prendersi cura di tutti, senza alcun aiuto. Qualche conoscente, preoccupato, aveva allertato il vice sindaco Francesca D’Alessandro perché i servizi sociali intervenissero. Ma purtroppo le cose sono precipitate il pomeriggio del 29 giugno 2021.

Come ricostruito dalle indagini, alle 18.33 dal numero di casa Canullo parte una chiamata al 118. Alessandro chiede aiuto, ma parla con difficoltà, dice che i suoi genitori stanno male e dà indicazioni sulla strada di casa sua. Alla centrale operativa pensano a un incidente, a una rissa, qualcosa comunque avvenuto in strada, non in una casa, e chiamano in supporto la polizia. Vicino alla casa di borgo Santa Croce, rintracciata grazie al numero di telefono registrato dal sistema, non c’è nessuno. Il medico e gli agenti della Volante provano a suonare a un campanello, ma vedono solo un muro e il cancello di una villa che sembra disabitata e abbandonata. Così decidono di soprassedere, pensando a uno scherzo.

In casa, Eros Canullo ha avuto un malore in bagno. Il figlio, che camminava male, è caduto anche lui e non riesce dunque – secondo la ricostruzione dell’accusa – a ritelefonare o ad aprire quando suonano alla porta. La mamma è bloccata al letto. Madre e figlio moriranno di inedia nei giorni seguenti. Saranno ritrovati solo il 6 settembre quando, insospettita da un silenzio troppo strano anche per quella famiglia, una sorella di Anna Maria inizia a sollecitare la polizia, facendo scoprire la tragedia. La procura ha iscritto al registro degli indagati il responsabile della centrale operativa del 118, Amando Moretti, il medico andato sul posto, Matteo De Martino, e il capo pattuglia della Volante Andimo Sparvoli. Nelle scorse settimane, sono stati invitati in procura per essere sentiti. Sparvoli, in particolare, ha risposto alle domande del pm Ciccioli, spiegando di non aver mai saputo da quale numero fosse partita la richiesta di aiuto, gestita solo dal 118. Ora la procura dovrà decidere come procedere anche alla luce degli elementi forniti dagli indagati, difesi dagli avvocati Giampaolo Cicconi, Gabriele Cofanelli e Paolo Rossi.