Ancona, 9 maggio 2021 - Contagi giornalieri stabilizzati, si teme il rialzo della curva nel corso della prossima settimana. A lanciare l’allarme, per ora un’ipotesi seppur scientifica, è il dottor Stefano Menzo, direttore dell’istituto di virologia dell’ospedale regionale di Torrette, il centro principale delle Marche per la processazione dei tamponi.

Menzo e il suo staff ormai da quindici mesi studiano e analizzano i campioni raccolti, il trend del contagio e soprattutto sono stati loro i primi nelle Marche ad individuare le famose ‘varianti’ al Coronavirus originale comparso a febbraio 2020. Il sole di primavera e l’orizzonte di un’estate in libertà stanno facendo perdere di vista a molti le possibilità di una minaccia tutt’altro che sconfitta.

Il dottor Menzo resta legato ai dati e ai trend scientifici: "Conoscendo bene la materia e seguendo l’andamento della situazione – spiega il virologo anconetano –, non mi sorprenderei se la prossima settimana il numero dei contagi da Covid-19 tornassero a salire. Questa crescita me l’aspetto, non posso essere certo che succederà perché non ci sono ancora evidenze tali, ma basandomi sull’esperienza è possibile che ciò accada. La mia tesi è supportata dal fatto che la settimana appena conclusa ha evidenziato un sostanziale appiattimento della discesa dei contagi che invece si è delineata chiaramente a cavallo tra la seconda metà di aprile e l’inizio di maggio. Gli effetti del lockdown, delle vaccinazioni e del passaggio stagionale hanno portato conseguenze evidenti. Adesso quella curva si è appiattita e immagino che con la riapertura delle attività e della scuola in presenza qualcosa possa accadere. Se lei ci fa caso è da qualche giorno che il numero dei tamponi positivi è sostanzialmente stabile".

Alla base della possibile risalita dei contagi ci sono i giovani secondo Menzo: "Tra le scuole e i locali sono le fasce più giovani della popolazione a rappresentare il rischio principale. I contatti aumentano e chi si contagia poi il virus lo porta in casa, la trasmissione di base resta sempre la stessa. le fasce giovanili non presentano sintomi e dunque è così che il Covid si diffonde e non si riesce a limitare del tutto".

C’è poi la questione ‘varianti’ ed è singolare parlare oggi della cosiddetta ‘inglese’ non più in quei termini, ma vero e proprio ceppo virale: "Ormai la ‘inglese’ ha soppiantato quella originale cinese comparsa in Italia e nelle Marche nel febbraio di un anno fa – conclude il dottor Menzo –. C’è stato un effetto-sostituzione. Piuttosto stiamo in allerta da settimane sul fronte delle varianti ‘sudafricana’ e ‘brasiliana’. Di entrambe, dai test, abbiamo rilevato alcuni casi, pochi e sempre più rari e soprattutto sono stati tenuti sotto controllo".

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