Covid, i dati delle Marche nell'ultimo monitoraggio Ministero Salute / Iss
Covid, i dati delle Marche nell'ultimo monitoraggio Ministero Salute / Iss

Ancona, 14 maggio 2021 - L'Rt delle Marche è in lievissimo aumento: 0.95 per la settimana 7-13 maggio (la settimana precedente era di 0,94). Ora è ufficiale: le Marche dunque restano gialle nonostante l’appannamento del calo soprattutto in provincia di Pesaro e Urbino, che è l’unica provincia marchigiana ad avere un continuo aumento di casi, mentre anche Ascoli dopo alcune settimana ha invertito il trend verso il basso. Oggi la conferma dopo la consueta cabina di regia del venerdì, per decidere i colori delle regioni e le relative fasce di rischio.

“Possiamo sperare in un'altra settimana di giallo poi vediamo il cambio di criteri che è in corso; però per questa settimana credo che possiamo dire che il giallo sarà confermato" per le Marche, aveva anticipato nel pomeriggio il presidente della Regione Francesco Acquaroli. La decisione è stata poi ufficializzata in serata dal ministero della Salute che va varato la nuova mappa dei colori: tutte le regioni italiane sono in zona gialla, tranne la Valle d'Aosta che resta ancora in zona arancione.

Ma Acquaroli guarda avanti e parla già in un nuova promozione. “La zona bianca? - risponde Acquaroli ai cronisti - Per il momento non mi sembra facilmente raggiungibile”. “Il comportamento individuale - osserva a proposito di un 'rischio' di un allentamento l'attenzione con un'eventuale passaggio in zona bianca - è sempre un elemento determinante per la lotta al coronavirus”. Dunque “se c'è il rispetto delle regole no, se si intende la zona bianca come la fine della pandemia e quindi assembramenti, no mascherine...”.

“La Revisione Rt? Conta il rischio, in base al rischio, al di là dell'Rt, si va a dare la colorazione. L'Rt in questo momento - afferma Acquaroli - è un indice un po' superato perché non misura il tasso dei sintomatici ma il grado di crescita del virus. La scorsa estate - esemplifica - quando i casi erano azzerati, la regione passò da 3-4 a 7 casi e l'indice Rt è sbalzato ma parlavamo di un numero di casi inferiore a dieci. Dobbiamo stare attenti perché il rischio - aggiunge Acquaroli, con l'indice Rt, è quello che, quando i dati sono molto bassi, una minima variazione porta a una incidenza molto alta”.

“Finché i parametri sono questi noi stiamo molto ligi e attenti - dice Acquaroli - a proposito di alcuni comuni tra il Pesarese e il Maceratese attualmente osservati speciale per l'alta incidenza nella scorsa settimana e che rischiano la zona arancione -: anche con l'inserimento della quota 150 su 100mila per entrare in zona arancione, praticamente se andiamo sopra questa soglia avremo il rischio di scivolare in zona arancione; significa bar e ristoranti chiusi, divieto di uscire dal proprio Comune, una serie di misure molto stringenti. Dunque – prosegue - dobbiamo evitare che nelle località in cui c'è un'alta circolazione del virus, aumenti l'incidenza”. Ci sono ancora altri quattro giorni prima della valutazione riguardo ai Comuni 'osservati' prima della valutazione, conclude il presidente.

Date allo sbaraglio per la nuova campagna vaccinale delle Marche. Da sabato prossimo partiranno le prenotazioni libere della fascia d’età 50 -59anni. Si apriranno dopodomani le prenotazioni dei vaccini per la fascia di età 50-59 e la somministrazione delle dosi partirà da lunedì 17 maggio.

Con un anticipo di due giorni rispetto alla data di lunedì annunciata ieri. "Mentre mercoledì 19 maggio sarà la volta della fascia 40-49 – comunica la Regione – : saranno aperti gli slot di prenotazione, ma l’inizio della somministrazione del vaccino è prevista per fine giugno". Quindi una prenotazione largamente post datata, visto che le somministrazioni dei quarantenni scatteranno solo a luglio. Nel frattempo entro il 25 maggio saranno vaccinati tutti i caregiver che hanno effettuato la prenotazione. Queste le direttive emerse dalla Cabina di regia dei vaccini presieduta dall’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini che si è svolta nel pomeriggio.

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C’è sempre un caso Pesaro Urbino nei contagi delle Marche. Un caso che si estrinseca nella posizione di settima provincia con maggiori contagi in Italia. Dopo Prato, Catania, Napoli e Aosta e poco davanti Arezzo e Forlì Cesena che sono province limitrofe organizzate un po’ come Pesaro e Urbino.

Nonostante un calo generalizzato dei contagi, le Marche hanno da tempo frenato la loro corsa al ribasso. Il 2 per cento in meno a livello regionale vale ancora come una frenata non molto secca della pandemia. Infatti, il bollettino di ieri registrava 233 positivi rilevati nelle Marche tra le 2.672 nuove diagnosi: come spesso succede da alcune settimane con 91 casi positivi è la provincia di Pesaro Urbino ad alzare la media regionale: 46 casi in provincia di Macerata, 32 in provincia di Ascoli Piceno, 29 in provincia di Fermo, 20 in provincia di Ancona e 15 fuori regione.

Covid, i dati delle Marche nell'ultimo monitoraggio Ministero Salute / Iss

Secondo il Servizio Sanità della Regione Marche il rapporto positivi/testati pari all’8,7%. I 233 positivi comprendono soggetti sintomatici (39), contatti in setting domestico (68), contatti stretti di casi positivi (90), contatti in setting lavorativo (5), contatti in ambiente di vita/socialità (2), contatti in setting assistenziale (1), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (9).

D’altra parte la provincia di Pesaro e Urbino anche questa settimana è stata l’unica ad avere Comuni in arancione rafforzato per eccesso di casi positivi. Si tratta di Acqualagna e Petriano che hanno restrizioni maggior in una provincia che è nell’insieme in zona gialla.

Con una soglia di incidenza di 168 casi, le Marche risultano gialle nonostante l’appannamento del calo soprattutto in provincia di Pesaro e Urbino, che è l’unica provincia marchigiana ad avere un continuo aumento di casi, mentre anche Ascoli dopo alcune settimana ha invertito il trend verso il basso.

Prosegue intanto con regolarità, ma abbastanza lentamente il calo dei ricoveri per covid negli ospedali delle Marche. Secondo l'Agenas, la regione ha un tasso di occupazione del 24% delle terapie intensive e della stessa percentuale per i reparti non intensivi, dati ormai abbastanza lontani dalla soglia critica del 30%.

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