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14 apr 2022

Bolidi cinesi, Silk Faw perde pezzi Lascia il top manager Felisa

L’ex amministratore delegato della Ferrari, dopo soli sei mesi, non sarà più ’special advisor’. Il presidente della joint venture sino-americana Jonathan Krane: "Il suo fondamentale contributo è finito"

daniele petrone
Cronaca

di Daniele Petrone

Silk Faw perde un altro pezzo e sgretola altre certezze. Si è interrotta infatti la collaborazione con Amedeo Felisa, che tra il 2008 e il 2016 ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato della Ferrari, quando il Cavallino Rampante era ancora parte del Gruppo Fiat. A dichiararlo all’agenzia Reuters è Jonathan Krane, presidente della joint venture sino-americana che vorrebbe insediarsi a Gavassa, nel Reggiano, per produrre le ‘hypercar’, auto sportive di lusso completamente elettriche.

"Il suo contributo, in qualità di uno dei migliori manager mondiali del settore automobilistico, è stato inestimabile per la definizione dello sviluppo della strategia globale dell’azienda e la supervisione dell’esecuzione di tutti gli elementi del suo business plan. Pertanto le sue funzioni sono cessate lo scorso ottobre" ha detto il venture capitalist statunitense. Felisa era stato assunto ad aprile, poco dopo l’annuncio in pompa magna dell’approdo a Reggio del gruppo, con il ruolo di ‘special advisor’, una sorta di ‘consigliere speciale’. Le parole al miele di Krane – seppur comprensibili in una logica imprenditoriale per tenere bassi i toni – sembrano però quasi voler nascondere l’esistenza di ipotetiche o eventuali frizioni con Felisa. Diventa difficile pensare che in soli sei mesi, l’ex manager della casa di Maranello, possa aver impresso il suo marchio al progetto Silk Faw. Così come appare arduo credere – per un personaggio di questo calibro – che fosse stato assunto solo per un semestre. O forse, non credeva abbastanza in questo progetto? Un addio che si aggiunge a quello dell’ex responsabile commerciale Paolo Gabrielli (via dopo soli 8 mesi) e ai rumors che vedrebbero decine di dipendenti che si sarebbero già licenziate. E che non fa altro che alimentare le voci di instabilità sul piano della joint venture.

A partire dal fatto che – nonostante le rassicurazioni delle istituzioni (più per pararsi l’immagine, avendoci messo la faccia a garanzia dell’investimento) – Silk Faw, dopo un anno, ancora non sia andata a rogito per l’acquisto del terreno reggiano dove insediare lo stabilimento produttivo. Così come sin dall’inizio lascia perplessi, il modo di comunicare, non proprio da grande big del settore. Perché rivelare solamente adesso la conclusione del rapporto con Felisa?

Quest’ultimo tra l’altro, dall’estate scorsa, è membro indipendente e non esecutivo del Cda di Aston Martin. Si poteva ‘giocare’ su questo doppio impegno per nascondere meglio i dubbi, ad esempio.

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