STEFANO MARCHETTI
Cronaca

La ’Bonissima’ al regista Mann "Modena è davvero bellissima e sa farsi amare da tutti"

Ieri l’artista in città anche per assistere alla proiezione del film Ferrari al cinema Victoria "L’essenza di questo luogo si riflette anche nei comportamenti delle persone".

La ’Bonissima’ al regista Mann  "Modena è davvero bellissima  e  sa farsi amare da tutti"
La ’Bonissima’ al regista Mann "Modena è davvero bellissima e sa farsi amare da tutti"

di Stefano Marchetti

"Girando questo film, ho capito perché Modena è una città dove tutti tornano volentieri, anche quando la lasciano per un po’. Una città bella, accogliente, dove l’essenza del luogo si riflette anche nei comportamenti delle persone", confessa il regista Michael Mann che ieri sera è tornato a salire lo scalone del Palazzo Comunale per ricevere dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli la statuetta della Bonissima, simbolo della sincera gratitudine di questa città e della sua gente. Proprio qui Mann aveva annunciato l’inizio delle riprese del suo film dedicato a Enzo Ferrari e al mito delle Rosse: nel tardo pomeriggio di ieri si è riaffacciato alle storiche sale del Municipio per brindare al debutto dell’opera ‘svelata’ nei giorni scorsi alla Mostra di Venezia, e ieri sera – in un’anteprima per invito – alla multisala Victoria. Il film verrà distribuito nelle sale alla fine di novembre.

"Vogliamo dire grazie a Michael Mann per aver voluto girare questo film nella nostra città – ha esordito il sindaco –. Era un film difficile, come difficile è la storia di una personalità complessa come quella di Enzo Ferrari. Penso che Michael ci sia riuscito perfettamente" . Enzo Ferrari – ha proseguito il sindaco, citando le parole dell’indimenticabile moglie Alessandra – "è stato un uomo che ha tenuto il volante della sua vita", e questo film rappresenta bene lui e la nostra terra: "Vi si avverte il sound del cuore e il sound dei motori". "Ed è stato per noi importante accogliere questa produzione qui in Emilia Romagna, un’opportunità anche per molti giovani che hanno potuto sperimentare ‘dal vivo’ cosa sia l’industria del cinema", ha aggiunto Mauro Felicori, assessore regionale alla cultura, presente alla cerimonia con Fabio Abagnato dell’Emilia Romagna Film Commission.

"Slow food, fast cars": il motto coniato da Massimo Bottura per celebrare questa nostra terra di eccellenze campeggia anche nella motivazione del riconoscimento consegnato a Mann. "Il film – recita la dedica, vergata sulla pergamena letta dal sindaco – contribuirà a rinnovare e rilanciare il mito di Enzo Ferrari e della sua Scuderia, e della bellezza della nostra città, rappresentando una grande opportunità per la promozione di tutto il territorio modenese, conosciuto e amato in tutto il mondo". "Ho iniziato a pensare a questo film già nel 1995", ha aggiunto Mann, che ha ringraziato quanti gli hanno aperto l’album dei ricordi, dandogli la possibilità di consultare documentazione e materiali d’archivio. "Porterò sempre con me un’immagine di Modena: quella dell’angolo fra via Emilia e via Farini: quando prendevo il caffé al bar Molinari, vedevo il Palazzo Ducale là in fondo. Che meraviglia...." E riguardo alle critiche sollevate da Pierfrancesco Favino (e condivise da molti attori e registi) sulla scelta di un attore americano per interpretare il Drake, Mann ha avuto una risposta precisa: "Andate a vedere il film e vi accorgerete che Adam Driver si muove come Ferrari, respira come Ferrari, agisce come lui. Un grande personaggio deve essere interpretato da un grande attore e un grande artista: trovate un altro grande come lui".

Alla cerimonia c’erano amministratori non solo di Modena, ma anche di tante città che hanno ospitato le riprese, da Maranello a Imola a Reggio Emilia. Sarebbe stato bello ieri brindare anche a una vittoria Ferrari al GP di Monza, la pole position ci aveva fatto sperare. Ma – si sa – il cuore ferrarista batte comunque e sempre fortissimo, con la stessa passione con cui Michael Mann ha pensato questo film, già anni fa. E, per noi tutti modenesi, con lo stesso orgoglio di essere parte di una grande storia che – lasciatecelo dire – il mondo ci invidia.