Ombre sul sistema produttivo. Cgil: "Aziende già in difficoltà"

Orfello e Siena: "Richieste di cassa integrazione da ceramiche e aziende artigiane. Precari a rischio"

Ombre sul sistema produttivo. Cgil: "Aziende già in difficoltà"

Ombre sul sistema produttivo. Cgil: "Aziende già in difficoltà"

Cominciano ad addensarsi ombre sul sistema produttivo modenese. L’allarme sulle prospettive della nostra economia è lanciato da Cgil Modena, la quale riconosce in una serie di segnali che giungono dalle rappresentanze sindacali delle aziende una battuta di arresto sulla produzione industriale, che alimenta incertezza per quanto riguarda il 2024.

"I dati esatti che fotografano la situazione – si affrettano a precisare Roberta Orfello e Fernando Siena e della segreteria provinciale Cgil - li avremo solo alla fine del quarto trimestre 2023, ma per il settore ceramico ci giungono segnalazioni di sempre più frequenti richieste di incontri da parte delle imprese". Gli ultimi dati dell’Osservatorio Cgil (su dati Inps) sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali in Emilia-Romagna, mostrano una tendenza alla crescita dell’utilizzo della Cassa Integrazione ordinaria. "Nel distretto ceramico nelle ultime settimane – precisano - sono diverse le aziende che chiedono gli esami congiunti per la Cigo, con un calo della produzione che si attesta attorno al 20-25% nel settore". Ma, non è solo la ceramica ad alzare il livello di preoccupazione. Sono anche altri gli elementi che rafforzano il sospetto di un peggioramento. "Il fenomeno del ricorso agli ammortizzatori – proseguono Orfello e Siena - lo riscontriamo anche e soprattutto nelle imprese artigiane, dove registriamo un forte incremento delle domande di Fsba (ammortizzatore sociale delle imprese artigiane) specie da parte delle imprese del settore meccanico e tessile. Questo indice – continuano i sindacalisti – è il primo che entra in difficoltà, quando le produzioni cominciano a segnare il passo, perché spesso le aziende tendono a re-internalizzare una parte del lavoro dato in esterno in presenza di una diminuzione degli ordinativi e della produzione. Inoltre, nel settore delle piccole e medie imprese metalmeccaniche sarebbe stato osservato uno slittamento in avanti degli ordinativi produttivi previsti nell’anno. "Non sono solo i lavoratori dell’artigianato e delle piccole e medie imprese – denunciano Orfello e Siena - a pagare questi primi segnali di crisi, ma ad essi si aggiungono anche i molti lavoratori precari con contratti di somministrazione o tempi determinati che rappresentano sempre la prima valvola di sfogo nelle imprese quando c’è una contrazione produttiva. Questo per la Cgil è inaccettabile".

Oggi il quadro economico modenese evidenzia una sostanziale tenuta, ma gli indizi di un peggioramento della situazione – a parere della Cgil - cominciano ad essere numerosi. "Tutto questo – concludono Orfello e Siena - la dice lunga sulle politiche industriali e la mancanza di un disegno organico dell’Esecutivo che guida il paese. Se non si affrontano questi problemi relativi al posizionamento dell’Italia nella suddivisione internazionale del lavoro, l’unica alternativa per continuare a "campare" è quella di svalorizzare il lavoro, lo vediamo anche nella nostra provincia con appalti, esternalizzazioni e lavoro precario".

Alberto Greco