Il vagone che porta in Europa non è ancora partito, ma ha aperto le prenotazioni trovando negli ospiti abituali, ovvero le big, i più lesti a muovere. E trovando di contro un Sassuolo un tantino attardato: si erano messi in fila già a inizio stagione, i neroverdi, e ne hanno difeso posizioni anche invidiabili fino a poco meno di un mese fa, ma la tranche di campionato cominciata dopo la pausa natalizia li ha visti sorpassati da tanti, troppi concorrenti. Che l’accelerazione l’hanno piazzata proprio mentre la squadra di DeZerbi rifiatava, confinandola ai margini dell’eurozona. Mica lontana, ci mancherebbe, ma nemmeno vicinissima a quel vagone sul quale il Sassuolo era...

Il vagone che porta in Europa non è ancora partito, ma ha aperto le prenotazioni trovando negli ospiti abituali, ovvero le big, i più lesti a muovere. E trovando di contro un Sassuolo un tantino attardato: si erano messi in fila già a inizio stagione, i neroverdi, e ne hanno difeso posizioni anche invidiabili fino a poco meno di un mese fa, ma la tranche di campionato cominciata dopo la pausa natalizia li ha visti sorpassati da tanti, troppi concorrenti. Che l’accelerazione l’hanno piazzata proprio mentre la squadra di DeZerbi rifiatava, confinandola ai margini dell’eurozona. Mica lontana, ci mancherebbe, ma nemmeno vicinissima a quel vagone sul quale il Sassuolo era salito a settembre e dl quale non è sceso fin dopo Natale. Ma adesso il piano si inclina.

La frenata. Non particolarmente propizio, ma non lo è mai stato, ai neroverdi, l’inizio dell’anno. Per la squadra di De Zerbi, al netto di ovvie attenuanti, un punto a gara nelle 4 partite giocate dopo la pausa natalizia, con media che scende ancora se al conto si aggiunge la sconfitta di Coppa Italia. Dagli 1,85 punti a gara che hanno illuminato il Natale neroverde allo 0,8 punti a gara scritto, dal 3 gennaio ad oggi, da 3 sconfitte (Atalanta e Juve in campionato, Spal in Coppa), un pari, contro il Parma, e quell’unico ruggito confezionato il 6 gennaio ai danni del Genoa. Una frenata importante, insomma, della quale ci stava qualcuno approfittasse. Passando davanti al Sassuolo nella fila di fronte alla biglietteria che porta in Europa.

La fila. A fine novembre, una media di due punti a partita (18 in 9) teneva il Sassuolo in zona Champions, tra i primissimi della fila. A fine dicembre, prima della pausa natalizia, una frenata fisiologica (8 punti in 5 gare) sembrava poter passare in cavalleria, lasciando solo 3 squadre davanti ai neroverdi. Oggi, tuttavia, la musica è cambiata, sia perché il Sassuolo ha rallentato (la media punti è scesa drasticamente, a gennaio), sia perché le sette sorelle hanno cominciato a fare la voce grossa.

Il 2021. In quattro gare i neroverdi hanno perso 4 posizioni in classifica. Sono scivolati, dopo la sconfitta di Bergamo, dal quarto al sesto posto, che hanno consolidato battendo il Genoa, ma la sconfitta contro la Juve li ha collocati al settimo, da cui li ha scalzati, giusto questo fine settimana, la Lazio, capitalizzando la vittoria nel derby e il contestuale pari dei neroverdi contro il Parma. Per dare un’idea, per un Sassuolo che ha fatto 4 punti nel 2021 e lasciando stare le tre squadre che erano davanti ai neroverdi anche prima della pausa (Milan, Inter, Roma) ci sono Napoli e Juve che ne hanno fatti 9, Lazio e Atalanta addirittura 10.

Le 7 sorelle. Le sette sorelle, insomma, in fila con i neroverdi ci stanno malvolentieri. Tocca al Sassuolo, nel frattempo riavvicinato anche dal Verona (lontano 6 punti a fine 2020, l’Hellas ha dimezzato il gap), farsi valere in mezzo a compagnia invero agguerrita. Basti dire che l’Eurosassuolo, quello che chiuderà a 61 punti la stagione 201516, dopo 18 giornate aveva 28 punti ed era sesto. Quest’anno 28 punti valgono la nona posizione, con quel che ne segue. Tanto vale, insomma, mettere via le calcolatrici e stringere i denti, anche se restare in fila con "squadre – parole di De Zerbi – più attrezzate di noi" si annuncia parecchio complicato. Soprattutto per questo Sassuolo che paga dazio ad assenze e defezioni.

Stefano Fogliani