Vuelle, ai saluti anche Mazzola: va a Treviso. Ora tocca a Cinciarini fare la sua scelta

Il 19 giugno scade l’opzione con cui il play può uscire dal contratto stipulato con Pesaro. Un’idea per rimpolpare la panchina: Ferrero

Vuelle, ai saluti anche Mazzola: va a Treviso. Ora tocca a Cinciarini fare la sua scelta

Vuelle, ai saluti anche Mazzola: va a Treviso. Ora tocca a Cinciarini fare la sua scelta

Il terzo degli italiani su cui Pesaro voleva costruire un ciclo se ne va: dopo Tambone a Sassari e Totè a Napoli, è ormai scontato che Mazzola approderà a Treviso. Valerio, che è stato in ballottaggio fra la Nutribullet e la Vanoli Cremona, alla fine andrà alla corte di Frank Vitucci, tornando così in Veneto dove aveva già vissuto anni di gloria con la Reyer. La cifra chiesta alla Vuelle per restare era davvero improponibile per le casse biancorosse, chissà se Treviso l’ha accontentato. All’appello manca solo Visconti, che ha manifestato il suo affetto nel lasciare la città: campettata con i bambini al Basket Giovane, cena a casa della mascotte per regalargli la sua maglia e infine a infornare i cornetti all’alba nella pasticceria dove ha fatto colazione tutte le mattine per due anni, lo Zest di Baia Flaminia. Come nel suo stile, tutto documentato su un video postato in rete con quasi 10.000 visualizzazioni. Dove andrà Ricky non si sa ancora, ma il suo agente lo ha dichiarato non trattabile per l’A2.

Poi c’è il nodo-Cinciarini, che in questi giorni sta parlando con la società dopo aver avuto un colloquio con Sacripanti. La sensazione è che il play pesarese, pur avendo sofferto molto per la retrocessione, non sia sicuro di volersi caricare il fardello di provare a riportare su la sua città, un po’ come ha fatto Ruzzier a Trieste: rientrato a casa dopo otto stagioni ha dovuto inghiottire l’amaro boccone maturarto per classifica avulsa, per poi guidare la risalita della squadra giuliana. E non era scontato farcela, anzi Trieste non era la favorita nella finale contro Cantù. Comunque, manca davvero poco per scoprire le carte, il 19 scade l’opzione per uscire dal contratto 1+1 siglato con la Carpegna Prosciutto. A proposito di sponsor, nel week-end la famiglia Beretta dovrebbe comunicare alla Vuelle la sua decisione a proposito della sponsorizzazione, non proprio un dettaglio per chi sta facendo mercato e deve formalizzare delle offerte.

Nel frattempo Udine ha messo le mani su Giovanni Pini, il centro che era conteso da più club compresa Pesaro. Sacripanti, proprio per non correre il rischio di perdere capra e cavoli ha preferito firmare De Laurentiis come cambio dei lunghi, un giocatore più versatile che potrà ballare fra il ruolo di 4 e quello di 5. Per rimpolpare la panchina, la Vuelle potrebbe valutare Giancarlo Ferrero: l’ex capitano di Varese, classe ’88, è fra quelli che rischia il posto dopo la promozione con Trieste. Club che, avendo proprietà americana e quindi conoscendo bene soprattutto quel mercato, dovrebbe optare per il 6+6. Oltre al fatto che Woldetensae potrebbe spostarsi a Trieste, occupando quindi lo spot di qualcun altro con passaporto italiano.

Non è chiaro, invece, cos’ha in testa l’altra neo-promossa, Trapani. Le indiscrezioni che circolano parlano della volontà del presidente di allestire un roster di 14 giocatori, tenendosi praticamente quasi tutti: una scelta anomala perché non avendo le coppe finirebbe per avere un esercito di scontenti, con due giocatori a rotazione in tribuna, per giocare una volta la settimana. A meno di non ricoprirli d’oro, cosa che patròn Antonini pare in grado di fare. Non è più nemmeno sicuro che in panchina rimanga Andrea Diana, si vocifera che gli Sharks vogliano piazzare un big in panchina.

Giornata interlocutoria, insomma, quella di ieri. La sensazione è che bisognerà armarsi di tanta pazienza e lasciare che le due matricole scelgano chi liberare fra gli italiani per poi essere pronti - anche economicamente - alla bagarre che si scatenerà. Pesaro resta una piazza con un’attrativa speciale anche al piano di sotto, ha preso un coach stimato nell’ambiente, ma alla fine dei conti la cifra sul contratto ha sempre il suo peso.

Elisabetta Ferri