Alessandro Campi ad e fondatore dell'azienda modenese investe molto nella ricerca
Alessandro Campi ad e fondatore dell'azienda modenese investe molto nella ricerca

LI CHIAMANO i ‘dottori dell’olio’. In effetti non esiste appellativo più adeguato per indicare la Oilsafe di Modena, pmi che ha sede in via Toscanini ed è specializzata nella costruzione di banchi di prova e sistemi oleodinamici customizzati nel settore oleodinamico e automotive. Tra i suoi clienti annovera nomi come Ferrari, Maserati, Rfi Ferrovie Italiane, Enel, Gruppo Bosch. Oilsafe si propone di diventare il punto di riferimento del mercato per le tecnologie di controllo della contaminazione e dei test di componenti meccanici. «Vogliamo dare il nostro contribuito per ridurre il costo del ciclo di vita utile delle macchine prodotte dai nostri clienti, aumentandone l’efficienza e la vita utile e di conseguenza ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera»: questa è la mission di Oilsafe, come spiega il titolare e ad dell’azienda, Alessandro Campi.

Come nasce la Oilsafe?

«L’ho fondata nel 1995. Sono due le divisioni presenti in azienda: la prima si occupa della produzione di banchi di testing per componenti meccanici e oleodinamici. Banchi di collaudo specializzati e realizzati ad hoc su richiesta dei nostri clienti. Per la maggior parte operiamo nel settore meccanico, automobilistico, ferroviario».

E il secondo settore?

«È concentrato sulla manutenzione sul campo, ossia sul trattamento e sulle filtrazioni degli oli. Mentre in relazione alla parte di testing oleodinamici ho messo a frutto l’esperienza che avevo maturato lavorando già nel campo, questo secondo settore è nato alla fine degli anni Novanta mediante una joint venture con un’azienda tedesca, durata quattro anni. L’obiettivo era quello di sviluppare tematiche a livello ambientale, cercando di aumentare la ‘vita’ degli oli e dei componenti dell’impianto».

Quanto è importante la sicurezza dell’olio?

«Per ‘sicurezza’ dell’olio si intende che i fluidi utilizzati nelle pompe e nei macchinari industriali vengono depurati dall’inevitabile contaminazione, dai residui della lavorazione e possono così garantire un rendimento molto più elevato. Garantirne una maggiore durata significa assicurare risparmio e soprattutto tutela a livello ambientale».

La Oilsafe si è fatta conoscere anche a livello europeo.

«Abbiamo presentato a Bruxelles il progetto Clean Cabinet, premiato dalla Commissione Europea, rientrando nei fondi Horizon 2020 dedicati all’innovazione delle pmi, con 1,75 milioni di euro a fondo perduto, la somma più elevata corrisposta in Italia. Il Clean Cabinet è un banco di prova innovativo che consente di aumentare l’efficienza dei componenti e ridurre i costi di esercizio di impianti, componenti, sistemi idraulici, automobilistici e aeronautici. Si tratta di un sistema unico nel suo genere, una ‘camera bianca’ portatile, in grado di testare tubi, valvole, pompe e raccordi in modo da verificare, in modo rapido ed efficiente, l’eventuale contaminazione e inquinamento. Su 32mila domande presentate all’Unione Europea, ne sono passate 64, di cui 4 italiane».

Obiettivi futuri?

«Il finanziamento ricevuto ci ha permesso di ampliare il personale e raddoppiare il sito produttivo. Ora siamo concentrati per mettere in pratica il progetto: abbiamo realizzato un prototipo e abbiamo già ricevuto manifestazioni di interesse da parte di alcuni nostri clienti come Ferrari e Bosch. Pensiamo di arrivare al brevetto entro fine anno, per poi immetterci nel mercato nel 2020, proiettandoci così verso l’estero».