Con entusiasmo e qualche timore ieri i bambini di nidi e materne e gli studenti di elementari e prima media sono tornati in classe. Sono arrivati con le facce serie, imbacuccati come in pieno inverno, per sfoderare il sorriso migliore appena hanno incrociato compagni e compagne di classe che non vedevano da settimane. Alla primaria Mordani, dove la campanella suona alle 8.30, molti sono arrivati in anticipo. "In queste settimane – racconta Veronica Agnoletti, mamma di Dafne che è in seconda – è stato difficile perché è mancata il contatto con gli altri, anche se i bambini hanno continuato a...

Con entusiasmo e qualche timore ieri i bambini di nidi e materne e gli studenti di elementari e prima media sono tornati in classe. Sono arrivati con le facce serie, imbacuccati come in pieno inverno, per sfoderare il sorriso migliore appena hanno incrociato compagni e compagne di classe che non vedevano da settimane. Alla primaria Mordani, dove la campanella suona alle 8.30, molti sono arrivati in anticipo. "In queste settimane – racconta Veronica Agnoletti, mamma di Dafne che è in seconda – è stato difficile perché è mancata il contatto con gli altri, anche se i bambini hanno continuato a vedersi in video. Le maestre sono state bravissime perché hanno cercato di condividere non solo le ore di lezione, ma anche momenti di svago, come la merenda. Ma è mancato il fatto di potersi incontrare, anche se a distanza".

Nel frattempo, il portone esterno della scuola si è aperto, una bidella saluta e si posiziona all’ingresso interno con il termoscanner. Comincia a chiamare le sezioni e i bambini si mettono in fila, alzando il berretto per farsi misurare la temperatura, rivelando un’abitudine consumata a quella pratica. Subito dietro c’è un’altra bidella con il gel disinfettante, come in una catena di montaggio veloce, senza intoppi: salutano i bambini per nome, raccomandano la distanza. Sonia Dradi guarda entrare il figlio: "Siamo contenti della riapertura perché i bambini avevano bisogno di tornare, certo la preoccupazione per il virus è presente, però abbiamo già avuto in classe alcuni casi che sono stati subito isolati e il fenomeno è sempre rimasto circoscritto. Il rischio c’è, ma il vantaggio dell’essere tornati a scuola è superiore".

Contentezza esprime Rosaura Lucenti che ha il figlio Giovanni alle elementari e il più piccolo alla materna: "La chiusura della scuola – ricorda – non ci ha complicato la vita perché sono in cassa integrazione e quindi a casa, però loro avevano bisogno di tornare. Ora spero anch’io di ricominciare a lavorare presto". Angela Corbari ha la figlia piccola alla materna Pasi. "È felicissima di essere di nuovo qui – assicura – anche se le maestre hanno cercato in tutti i modi di mantenere un collegamento in queste settimane. La preoccupazione per il virus rimane, ma l’unica cosa da fare è stare attenti e rispettare le regole".

Stesso copione per Elena Pinza, che ha portato il figlio Iacopo alla materna Garibaldi: "A casa è stato bene perché poteva giocare in giardino, ma stamattina era emozionatissimo".

Infine Francesca Cruciani: il figlio in prima media alle Ghiselli ieri è tornato a scuola, la sorella, in terza, dovrà aspettare ancora. "Era molto contento – racconta – anche se queste settimane non sono state troppo complicate perché ho un lavoro che mi ha permesso di seguire i miei figli, e mi ritengo fortunata. Della dad non mi preoccupa tanto l’aspetto legato alla didattica, piuttosto lo stile di vita a cui i ragazzi si sono abituati, con ritmi più dilatati, lenti, diversi da quelli scolastici, e recuperarli non sarà semplice".

Annamaria Corrado