"Il governo ci manda a schiantare E le colline sono in ginocchio"

Una delegazione del gruppo Pd alla Camera ieri ha visitato le zone più colpite dall’alluvione. Poi l’incontro a palazzo Manfredi: "Il ritardo nella nomina del commissario sta rallentando tutto".

"Il governo ci manda a schiantare  E le colline sono in ginocchio"

"Il governo ci manda a schiantare E le colline sono in ginocchio"

Una delegazione del gruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati ha visitato ieri le zone più colpite dall’alluvione in Romagna: la ricognizione, partita da Modigliana, ha poi toccato Faenza e Forlì. A Palazzo Manfredi, la delegazione guidata dalla capogruppo Chiara Braga e dalla deputata ravennate Ouidad Bakkali – qui con i colleghi Andrea Gnassi, Andrea De Maria e Marco Simiani, affiancati dal segretario regionale dem Luigi Tosiani e dai senatori Daniele Manca e Stefano Vaccari – ha fatto il punto con il primo cittadino Massimo Isola e gli altri sindaci e assessori.

I volti sono tesi, questa parte di Romagna è vicina al punto di non ritorno: "Il ritardo nella nomina del commissario straordinario sta pregiudicando la possibilità di eseguire entro l’autunno gli interventi necessari sulle infrastrutture – esordisce la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga –. Il disegno del governo è ormai chiaro: non occuparsi della ricostruzione per mandare le amministrazioni romagnole e quella regionale a schiantarsi, per poi lucrare elettoralmente sull’alluvione. Una prova dell’inadeguatezza di questa classe dirigente". Sotto alcuni aspetti la ricostruzione ha già fallito: in molte parti dell’Appennino il grano non potrà essere mietuto in quanto i campi sono tuttora irraggiungibili per i mezzi agricoli. Un dramma che a brevissimo rischia di ripetersi per il settore frutticolo, e fra qualche mese per quelli del vino e dell’olio. "Intere filiere rischiano il tracollo per via di questo stallo e delle spaccature interne alla maggioranza". L’aplomb istituzionale che sembrava connaturato al dna del Pd ha avuto anch’esso dei cedimenti: "Il governo ha fatto qualche passerella e poi più nulla, scaricando ogni responsabilità sui Comuni, i cui bilanci sono già a rischio default. A settembre, quando le moli di traffico saranno esponenzialmente più alte, le strade collinari si troveranno di nuovo in condizioni critiche. Ad oggi non è garantito il diritto alla scuola degli studenti che vivono sull’Appennino". A rincarare la dose il deputato ed ex sindaco di Rimini Andrea Gnassi: "Al tempo delle terremoto dell’Emilia, nel 2012, si arrivò alla nomina di un commissario in appena due settimane. Sono passati quaranta giorni dal secondo episodio alluvionale, quello più grave, e tutto quello che il governo è stato capace di fare sono dichiarazioni condite da attacchi politici. Qualcuno non ha capito – o finge di non capire – che se non arriveranno subito i fondi per la ricostruzione le imprese delle vallate appenniniche non riapriranno neppure. Cosa si aspetta a mettere in campo una struttura commissariale della quale facciano parte i sindaci, in grado di partire con sulle scrivanie già una panoramica degli interventi da mettere in campo?". Gnassi, ‘inventore’ della Notte Rosa, è l’uomo a cui molti chiedono che ne sarà del turismo in Romagna, reinventatosi faticosamente nel corso dell’ultimo decennio, e ora sull’orlo del baratro. "Prima eravamo a Modigliana: se la provinciale non sarà sistemata entro l’autunno quel comune non ha futuro. E lo stesso vale per gli altri comuni appenninici colpiti".

Filippo Donati