DANIELE PETRONE
Economia

Silk Faw, è finita: la Regione Emilia-Romagna revoca il contributo e ‘straccia’ l’accordo

Un atto dirigenziale della giunta Bonaccini sancisce il game over definitivo per l’azienda delle superauto elettriche di lusso che voleva insediarsi a Gavassa, nel Reggiano

Silk Faw avrebbe dovuto produrre supercar elettriche in provincia di Reggio Emilia (Dire)

Silk Faw avrebbe dovuto produrre supercar elettriche in provincia di Reggio Emilia (Dire)

Reggio Emilia, 10 marzo 2023 – Game over per Silk-Faw. Stavolta per davvero. La Regione Emilia-Romagna, con una determina dirigenziale, ha revocato il contributo da 4 milioni di euro e contestualmente ha risolto l’accordo di insediamento e sviluppo della joint venture sino-americana delle superauto elettriche sportive di lusso che aveva promesso di insediarsi a Gavassa di Reggio Emilia quasi due anni fa con un polo dell’automotive che avrebbe aumentato la competitività nella Motor Valley emiliana. 

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Un atto che mette la parola fine – nero su bianco – ad una vicenda che crea grande imbarazzo alla politica Pd (con la regia ‘occulta’ di Romano Prodi che da sempre gode di ottimi rapporti in Oriente, ma anche del M5s dato che l’accordo era stato sancito col Governo cinese anche dalla firma dell’ex sottosegretario degli Esteri, Manlio Di Stefano).

Comune e Regione avevano steso i tappeti rossi al mega progetto, accolto in pompa magna da grandi dichiarazioni del presidente della Regione, Stefano Bonaccini e dal sindaco di Reggio, Luca Vecchi. “Devono darci il premio Nobel per la pace per essere riusciti a mettere insieme Stati Uniti e Cina”, dissero durante la presentazione. Grandi promesse – dal quasi miliardo di euro tra investimenti e ricadute fino ai 5mila lavoratori da assumere – però mai mantenute. Tant’è che ad un anno e mezzo dall’annuncio, la società non ha mai neppure acquistato il terreno opzionato per l’insediamento.

Dopo decine di incontri tra istituzioni e delegazioni cinesi, nonché di scadenze rinviate all’infinito e parole gettate al vento (da ultimo le dichiarazioni di pochi giorni fa dell’amministratore delegato di Silk Faw, Giovanni Lamorte – che ha sostituito la manager director Katia Bassi, prematuramente scomparsa mesi fa – sostenendo che “tra dieci giorni sarebbero arrivati i cinesi per dare la svolta al progetto”) la Regione ha deciso di non credere più al progetto (forse con colpevole ritardo) e di dire basta chiudendo ogni possibilità di insediamento.

In primis stroncando il finanziamento da 4 milioni di euro che aveva concesso nel 2022 (in realtà già ‘congelato’ e mai elargito perché legato ad una spesa di investimento da almeno 11 milioni da parte della società sino-americana, non sostenuta finora) e poi stracciando l’intesa siglata il 27 aprile 2022 per l’insediamento del mega polo produttivo su volontà stessa di Silk-Faw che “ha rinunciato”, come si legge nel documento della Regione.