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Rimini, 20 settembre 2017 - Assicurazioni truffate per decine di milioni di euro da un gruppo di persone, in gran parte riminesi, che simulava falsi incidenti e altrettanti falsi malanni in seguito al sinistro. Ieri, nel tribunale di Rimini, l’udienza preliminare con il rinvio a giudizio di 19 persone. L’ipotesi di reato è per tutti la frode assicurativa (642 C.p.) e il processo prenderà il via il 29 maggio del prossimo anno.

La mega truffa ha riguardato colossi del mercato assicurativo italiano come il gruppo Unipol Sai (che unisce Milano Assicurazioni, Unipol e Fondiaria), Hd Assicurazioni e Genertel che naturalmente figureranno come parte offesa nel processo. La procedura per simulare il sinistro e chiedere poi il relativo risarcimento era sempre la stessa: un tamponamento tra più auto con il coinvolgimento di mezzi di lusso come Ferrari, Porsche, Audi, Bmw, Chrysler.

Da qui partiva la richiesta di indennizzo da parte dei protagonisti dell’incidente che, secondo l’accusa, andavano a inoltrare alle rispettive assicurazioni una richiesta danni che, oltre a essere stato preparato a tavolino, risultava il più delle volte essere superiore a quella reale. Questo con la complicità delle carrozzerie che si dovevano occupare della riparazione dei mezzi. Naturalmente più l’auto incidentata era di lusso, maggiore poteva essere la possibilità di richiesta danni: per danni subiti da una Ferrari venivano domandati all’assicurazione quasi 80mila euro, quasi 30mila per i danni a una Porsche.

Ma le assicurazioni sono da tempo in allerta su questo tipo di truffa, quindi molto attenti all’analisi della documentazione che arriva loro relativa ai sinistri. E in più casi si sono accorti non solo che la dinamica era la stessa, ma che anche i mezzi e le persone che subivano i sinistri erano sempre le stesse, come fa notare Maurizio Romagnoli del foro di Roma che tutela HD Assicurazioni.

Da qui la messa in campo di una squadra di investigatori che ha raccolto le prove della non veridicità di molti sinistri. Anche se non di tutti. Infatti dal mega processo escono Luisa Ragosa e Danilo Pretelli (in origine gli indagati erano 21), quest’ultimo difeso Valentina Broccoli del foro di Rimini.

«Pretelli era coinvolto in un sinistro del 25 giugno del 2012 con un Bmw, Ferrari e una Smart. Secondo l’assicurazione il tamponamento non era compatibile con la dinamica descritta – spiega l’avvocato Broccoli – quindi fu negato l’indennizzo. La questione è cambiata con tutte le prove che abbiamo prodotto nella citazione dell’assicurazione. Quindi la compagnia assicurativa ha pagato. E da questo processo il signor Pretelli esce fuori. Per lui è veramente la fine di una brutta avventura».

Le assicurazioni, oltre che i danni materiali ai mezzi, fanno notare che venivano inoltrate anche richieste di lesioni che si verificavano non veritiere, e questa con la complicità di alcuni medici.