Influenza, a Rimini si vaccina il 29% dei medici (Foto Dire)

Rimini, 4 novembre 2018 - Nemmeno il 30 per cento dei medici, infermieri e operatori socio sanitari che lavorano in ospedale si vaccina contro l’influenza. In alcuni reparti la percentuale non supera il dieci per cento. Una situazione praticamente uguale in tutti gli ospedali della Romagna, Rimini compresa dove, storicamente, le vaccinazioni in genere registrano numero parecchio inferiori che nel resto della regione.

Numeri bassissimi. Cosa si può fare per convincere medici e infermieri a fare l’antinfluenzale?

«La Regione, quest’anno, si è data l’obiettivo del 34 per cento di copertura del personale sanitario ospedaliero e noi come Ausl Romagna abbiamo iniziato un monitoraggio su tutti i reparti perché ce ne sono alcuni dove le percentuali sono del 10-12 per cento», risponde Raffaella Angelini, direttore del Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl Romagna.

Esenzioni

Pensate di riuscire ad aumentare la percentuale?

«Noi ce lo auguriamo vivamente. Stiamo puntando su una grande sensibilizzazione degli operatori ai quali si chiede di pensare non come persone individuali ma come professionisti che si devono prendere cura degli altri, molto dei quali arrivano in ospedale in condizioni debilitate e un’influenza può essere pericolosa. Ma anche per loro stessi e per i familiari. Senza contare che se si ammalano quando c’è il picco influenzale gli stessi servizi sanitari possono essere messi in difficoltà. Sempre per agevolare la vaccinazione abbiamo fornito i reparti dell’antinfluenzale così non devono nemmeno spostarsi negli ambulatori».

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Non crede che questo tipo di vaccinazione dovrebbe essere obbligatoria, soprattutto per chi lavora in ospedale?

«E’ un problema che è all’attenzione della Regione che ha già reso obbligatorie, ai fine dell’assunzione di medici e infermieri in reparti molto sensibili come Cardiologia, Ginecologia, Pediatria, Oncologia, Pronto soccorso di vaccini contro malattie gravi come morbillo, varicella, epatite, rosolia. Quindi diciamo che una spinta all’obbligo vaccinale la Regione ha iniziato a darla».

Cosa ci può dire dell’influenza di quest’anno?

«Inizia a circolare ma il numero dei malati sarà, chiaramente, in proporzione a quante persone si vaccinano. Quest’anno abbiamo fornito i medici di famiglia del cinque per cento di vaccini in più rispetto allo scorso anno. Sono stati fatti incontri al fine di sensibilizzare anche loro visto che lo scorso anno l’ondata influenzale è stata molto importante, con casi veramente gravi».

Quali ceppi influenzali sono in circolazione?

«Quest’anno sono quattro e non può tre. Ci sono AH1N1, il cui nome diciamo comune è Michigan, AH3N2, denominato Singapore, B Victoria chiamato Colorado) e B Yamagata dall’isola di Phuket. L’augurio è che tutte le categorie a rischio, a iniziare dalle persone che hanno superato i 65 anni per finire a tutti coloro che hanno malattie croniche provvedano alla vaccinazione, considerato che per tutti questi soggetti è gratis».