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23 lug 2022
23 lug 2022

La ministra Cartabia visita la comunità di don Benzi

A Saludecio la titolare della Giustizia ha incontrato i 24 detenuti ospiti "In questo luogo si coltivano rapporti positivi tra società civile e istituzioni"

23 lug 2022
La ministra della Giustizia Cartabia (in blu) visita la comunità di Don Benzi
La ministra della Giustizia Cartabia (in blu) visita la comunità di Don Benzi
La ministra della Giustizia Cartabia (in blu) visita la comunità di Don Benzi
La ministra della Giustizia Cartabia (in blu) visita la comunità di Don Benzi
La ministra della Giustizia Cartabia (in blu) visita la comunità di Don Benzi
La ministra della Giustizia Cartabia (in blu) visita la comunità di Don Benzi

La ministra della giustizia Marta Cartabia ha visitato ieri una casa di accoglienza per carcerati della Papa Giovanni XXIII a Saludecio. Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità di don Benzi, ha accolto la ministra nella casa dove vivono 24 detenuti che stanno scontando la pena con misure alternative al carcere. Quella di Saludecio è una delle otto Comunità Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l’accoglienza di carcerati che scontano la pena, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli nelle strutture e nelle cooperative dell’associazione. La prima casa è stata aperta nel 2004. E ad oggi sono presenti 241 tra detenuti ed ex detenuti. Negli ultimi 10 anni sono state accolte 1.865 persone.

In Valconca la ministra Cartabia, dopo aver ascoltato i detenuti ospiti della casa di accoglienza, ha dichiarato: "Sono qui per conoscervi di persona e toccare con mano una ricchezza di cui tanto ho sentito parlare, anche prima che ci incontrassimo su progetti comuni, come l’accoglienza a madri detenute con figli piccoli. Questo è un luogo dove accadono cose importanti: essere qui è un momento per coltivare il rapporto tra realtà positive della società civile e le istituzioni. Essere qui è per me come una boccata d’ossigeno. Soprattutto in ambito penitenziario, le istituzioni funzionano bene quando c’è sinergia con realtà che funzionano". "Per noi è molto importante questa visita perché come Comunità abbiamo sempre scelto di collaborare con le istituzioni – commenta invece Ramonda –. Le persone che hanno sbagliato devono giustamente pagare per i loro errori, ma devono anche essere rieducate".

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