di Cristina Degliesposti Una continua ricerca di nuovi prodotti, caratterizzati dal gusto e dalla salubrità, mantenendo alta l’attenzione sulla sostenibilità dell’intero ciclo produttivo. Eccoli qui due dei principali obiettivi che faranno da guida nel 2022 al gruppo Clai di Sasso Morelli di Imola (Bologna), cooperativa agricola che opera nell’agroalimentare sia nel settore dei salumi. Ma perché la sfida abbia esito positivooccorrerà diradare "i ’nuvoloni’ che si vedono all’orizzonte – spiega il direttore generale Clai, Pietro D’Angeli (foto grande)–, ossia l’aumento dei costi delle materie prime e il conseguente aumento dell’inflazione, che si traduce inevitabilmente in un minore potere di spesa delle persone". Direttore, stanno per scoccare ormai i due anni di...

di Cristina Degliesposti

Una continua ricerca di nuovi prodotti, caratterizzati dal gusto e dalla salubrità, mantenendo alta l’attenzione sulla sostenibilità dell’intero ciclo produttivo. Eccoli qui due dei principali obiettivi che faranno da guida nel 2022 al gruppo Clai di Sasso Morelli di Imola (Bologna), cooperativa agricola che opera nell’agroalimentare sia nel settore dei salumi. Ma perché la sfida abbia esito positivooccorrerà diradare "i ’nuvoloni’ che si vedono all’orizzonte – spiega il direttore generale Clai, Pietro D’Angeli (foto grande)–, ossia l’aumento dei costi delle materie prime e il conseguente aumento dell’inflazione, che si traduce inevitabilmente in un minore potere di spesa delle persone".

Direttore, stanno per scoccare ormai i due anni di emergenza Covid. Quali sono stati i riflessi sulla galassia Clai?

"La nostra impresa non si è mai fermata, avviando fin da subito misure di contenimento interne che adesso andremo a riproporre visto l’aumento dei contagi nel Paese: tamponi a carico dell’azienda, effettuati dal medico di fabbrica, a tappeto in ogni settore della produzione, sulla base di una turnazione. Se questo ci ha permesso di tenere sotto controllo la situazione, altra cosa sono stati gli effetti economici della pandemia".

Ci spieghi.

"Tra febbraio e aprile 2020 abbiamo risentito pesantemente anche noi del lockdown, ma già a giugno 2020 avevano riniziato ad assumere e a trovare nuovi clienti. La differenza principale tra il 2020 e il 2021 è che si era bloccata la ristorazione, la Gdo era chiusa nel fine settimana. Erano cresciute moltissimo le vendite nei negozi e nei supermercati di città mentre quest’anno la tendenza è invertita".

Ma il consumatore ha continuato a premiarvi?

"Sì, ma la pandemia ha impresso un forte cambiamento e per questo ricerchiamo sempre nuovi prodotti: i clienti chiedono più qualità e carni italiane, bontà e gusto combinate alla salubrità, spesso intesa come biologico. E c’è molta più attenzione alla sostenibilità dell’azienda che, per la nostra storia, non abbiamo mai vissuto come un costo ma come un dovere nei confronti delle future generazioni".

La transizione energetica quindi non vi spaventa?

"Assolutamente no, anzi la riteniamo giusta. Iniziammo con il fotovoltaico, poi negli anni abbiamo sostenuto diversi investimenti: con un impianto a biomasse che utilizza scarti di macellazione e mais ceroso lo stabilimento di Sasso Morelli è autosufficiente, altri lavori all’impiantistica sono in cantiere nello stabilimento di Faenza. E il recupero del calore ci ha già consentito una riduzione del metano del 75% ".

Quindi compenserete così gli aumenti dell’energia?

"No, l’aumento del costo è talmente forte che non riusciremo ad attutirlo del tutto. Le politiche energetiche aziendali si tarano sempre con un biennio di anticipo e quanto sta accadendo, anche sui prezzi dei mangimi, era imprevisto".

Questo influirà sulle assunzioni di giovani?

"Le assunzioni erano riprese già da giugno 2020 e continuano. Oggi siamo 550 dipendenti nel gruppo, ma con i soci e gli allevatori arriviamo a oltre mille persone. Inseriamo molto neolaureati in Tecnologie alimentari, ma ricerchiamo soprattutto nei settori manutenzioni impiantistica, commerciale, area vendite e controllo di gestione".

Il settore agroalimentare può essere il traino della ripresa?

"È un settore trainante, lo era prima del Covid e oggi è ancor più importante. Grazie al food italiano, noto in tutto il mondo, all’estero siamo favoriti rispetto ad altri Paesi. Sono estremamente fiducioso e per nulla spaventato dalle nuove norme di etichettatura europea: la bontà e la salubrità dei nostri prodotti parlano da soli".

Quale l’impegno di Clai per altre sfide, come quelle sociali?

"Con il Banco Alimentare per Natale offriremo 400mila pasti alle persone in difficoltà e abbiamo in corso uan campagna di prevenzione tra i lavoratori riguardante la tiroide".