Di Salvo "Col Rimini colpo di fulmine"

La nuova numero uno dopo il passaggio di consegne: "Questa è una piazza importante. Un onore viverla"

Di Salvo "Col Rimini colpo di fulmine"
Di Salvo "Col Rimini colpo di fulmine"

Dalle mani di Alfredo Rota a quelle di Stefania Di Salvo. Estate calda in casa Rimini. Una prima fase di conoscenza, poi quella dei conti messi accuratamente sotto la lente. E, alla fine, la firma dal notaio con la quale termina l’era biancorossa legata all’imprenditore riminese e inizia quella della manager italo-svizzera. Quarantotto anni, molisana d’origine, ma è in Svizzera che la Di Salvo lavora e vive. La passione per il calcio diventa più forte quando i figli iniziano a dare i primi calci a un pallone. Galeotto fu il camp estivo in Svizzera della Juventus e quell’incontro con Angelo Sanapo. E’ di quel periodo, o di poco più tardi, la costituzione della Ds Sport società benefit, la società che ha acquistato il Rimini. E della quale la Di Salvo è socio di maggioranza con il 90% delle quote. Mentre il restante 10% è spartito tra quelli che poi, in biancorosso, sono diventati soci-dirigenti: Sanapo, Geria, Di Battista, De Vita, Panunzio. Una ’squadra’ già costituita allora e che, prima di arrivare a Rimini, ha sondato la possibilità di acquistare altri club, in primis la Lucchese.

Affare sfumato e da lì l’avventura verso la Romagna. Dopo una lunga trattativa, condotta dal primo all’ultimo istante dal marito della Di Salvo, Stefano Petracca. Che in biancorosso non risulta avere nessun ruolo, ma poi dietro le quinte... "Oltre a 25 anni di vita comune, tre figli e il nostro cane, siamo legati professionalmente nella nostra società – dice – Stefano non è socio della società che ha acquisito il Rimini. Come è normale che sia in una coppia, lui mi è vicino con i suoi consigli e la sua esperienza". Esperienza messa in campo, evidentemente, come dicevamo, durante la trattativa con l’ex presidente Rota.

"Durante il processo di acquisizione è stato presente ad alcune riunioni in veste di nostro consulente. Di fatto è stato il consulente più economico di tutti durante la due diligence". La scena in biancorosso, quindi, è tutta per la prima presidente donna nella storia del Rimini. "Per noi il calcio è una passione – dice – Rimini è una piazza importante e siamo onorati di essere qui. Ho tanti bei ricordi legati a questa città. Quando da Zurigo tornavamo in Molise, Rimini era una tappa fissa per le nostre vacanze. Abbiamo valutato diverse opportunità in passato avvicinandoci al calcio. Quando si è prospettata la possibilità di realizzare il nostro progetto in una piazza così importante come Rimini, per noi è stato come un colpo di fulmine. Abbiamo trovato una società seria con una proprietà altrettanto seria e benvoluta". Obiettivi chiari. "Vorrei portare tanti bambini allo stadio, tante famiglie, tante donne – dice – E fare qualcosa di diverso e buono. Ce la metterò tutta". Con qualche sogno. "Vorrei sempre vincere. Dove vogliamo arrivare in campionato? Nei primi tre posti?".