La Mantia e Murgia, un addio senza rimpianti E Prati va in A da Ranieri

Il bomber romano doveva essere la grande svolta per i biancazzurri, invece...

La Mantia e Murgia,  un addio senza rimpianti  E Prati va in A da Ranieri

La Mantia e Murgia, un addio senza rimpianti E Prati va in A da Ranieri

di Beatrice Bergamini

Il mercato spallino ha visto la partenza verso altri lidi di alcuni “nomi eccellenti”, quali La Mantia, Murgia, Prati e Meccariello. Molto diversa la posizione dei quattro giocatori ex spallini nei confronti dell’ambiente biancazzurro. L’attaccante romano, approdato alla Feralpisalò, ha raggiunto l’ex spallino Stefano Vecchi alla guida della neo promossa in B, con la formula del prestito con diritto di riscatto. Un addio quasi obbligato quello della punta, considerato la delusione forse maggiore della scorsa stagione.

Era arrivato l’estate scorsa tra il tripudio dei tifosi spallini: il nome era di quelli importanti per la serie B. La partenza era stata promettente, quattro reti nelle prime gare, poi più nulla fino al pari col Como nell’esordio di Massimo Oddo sulla panchina. Dei tre allenatori avvicendatisi alla guida dei biancazzurri nessuno è riuscito a fare sbloccare l’attaccante che è diventato un po’ il simbolo della retrocessione. Anche tra i tifosi, che hanno

messo La Mantia in cima alla lista dei giocatori che avrebbero visto più che volentieri andare via da Ferrara. Discorso analogo quello di Alessandro Murgia, il cui rapporto con i tifosi della Spal è andato sempre più deterioratosi nel corso degli anni. Arrivato dalla Lazio in prestito in serie A nel gennaio del 2019 aveva disputato una bella mezza stagione tanto da essere inserito nella trattativa di cessione di Manuel Lazzari a fine stagione. Murgia diventa quindi giocatore della Spal a titolo definitivo ma dalla stagione 2019-2020 inizia il suo declino inspiegabile. Non si è mai più ripreso, neanche a Perugia dove fu mandato in prestito nel 2021. Murgia ha vissuto due retrocessioni con la Spal, dalla A alla C, il suo tempo a Ferrara sembrerebbe essere giunto al termine, anche se all’ Hermannstadt, nella massima serie rumena, è andato in prestito con diritto di riscatto. Se ne riparlerà quindi nel 2024, il giocatore è legato ai colori biancazzurri fino al 2025.

Diametralmente opposta rispetto a Murgia e La Mantia la situazione di Matteo Prati. Il centrocampista è stato tra le uniche note liete della stagione passata, insieme al compagno Nicolò Contiliano. I due baby spallini sono stati i soli giocatori ad essere applauditi dai tifosi spallini anche nei momenti peggiori quando la retrocessione appariva inevitabile. Dalla D alla serie A in due anni, questo quello che è accaduto a Prati. Prelevato dal Ravenna l’estate scorsa, messo in campo come titolare un po’ a sorpresa da Daniele De Rossi, Prati è stato protagonista anche del Mondiale Under 20 giocato in Argentina in cui l’Italia si è arresa soltanto all’Uruguay in finale. Timido e taciturno fuori dal campo, con il rendimento sul rettangolo verde ha destato l’interesse di diversi club di serie A.

L’ha spuntata il Cagliari di Claudio Ranieri. I tifosi spallini salutano con gratitudine il giovane centrocampista ex numero venti a strisce bianco e azzurre: è stato tra i pochi fari a

risplendere sul prato del Mazza per impegno e rendimento della disgraziata stagione passata. Era arrivato invece a gennaio del 2022 Biagio Meccariello a dare man forte alla difesa spallina subito dopo l’avvento di Roberto Venturato al posto di Pec Clotet. Il difensore, proveniente dal Lecce, si è sempre dimostrato un professionista eccellente, tanto che nonostante la retrocessione, è stato tra i pochi che si sperava potesse restare in casacca spallina, a dirigere il reparto arretrato biancazzurro.

Così non è stato, le sirene della

squadra della sua città, Benevento, sono state irresistibili e quindi nonostante fosse legato fino al 2024 alla Spal, Meccariello ha raggiunto casa sua. E’ stata una scelta di cuore e non di ambizione professionale, anche

il Benevento milita in Lega Pro, e quindi il popolo spallino ha detto addio un po’ a malincuore al difensore, che sempre ha onorato la casacca a prescindere dai risultati sul campo.