La squadra è competitiva Con il 4-3-3 si può sognare Ma le insidie sono tante

Il mix di giovani ed esperti che ha portato in città il direttore Fusco fa ben sperare. Il tridente Antenucci, Siligardi, Dalmonte può fare grandi cose. Ecco le varianti. La difesa sarà impostata su due pilastri del mister, Bruscagin e Valentini.

La squadra è competitiva Con il 4-3-3 si può sognare Ma le insidie sono tante
La squadra è competitiva Con il 4-3-3 si può sognare Ma le insidie sono tante

di Mauro Malaguti

Con il molto probabile arrivo di Dalmonte (il mercato chiude ufficialmente questa sera, ndr) come “ciliegina” sulla torta che Filippo Fusco ha cotto per lo chef Di Carlo, non si può dire che la Spal non sia adeguata per cominciare la sua avventura in serie C, sette anni dopo l’ultima volta. Poi, di qui a gennaio almeno, non resterà che vedere i responsi del campo. Ma di certo, dovendo ricostruire dalle fondamenta, attendersi di meglio era irrealistico. In porta è giunto un ragazzo come Del Favero che ha già mostrato qualità, ed è rimasto il più esperto Alfonso. In difesa Di Carlo ha richiamato due pilastri della sua ultima promozione a Vicenza, Bruscagin e Valentini, con il promettente jolly Iglio (che sa fare anche il mediano).

A centrocampo sono giunti giocatori di categoria come Carraro e il senese Collodel più Bertini in uscita dalla Lazio, e soprattutto non se ne è andato Maistro, e neppure Contiliano. Davanti dopo il gran ritorno di Antenucci ecco due esterni top per la categoria come Siligardi e Dalmonte, più Rosafio e il giovane Sits che fungerà con Rabbi da alternativa al capitano. Tra i ragazzi emergenti dal vivaio ci sono diversi altri giovani tra cui i più futuribili sembrano Parravicini, Rao e lo stesso Saiani. L’allenatore ha ottenuto un organico valido per sperare di iniziare colmando l’inevitabile gap di amalgama rispetto alla concorrenza, che ha inserito 4-5 nuovi su un telaio collaudato, mentre la Spal tra i “titolari” 2022-23 ha trattenuto giusto Maistro, Contiliano, Arena e Peda che in B hanno giocato a turno. Una volta trovata la quadra, la Spal non sembra inferiore per qualità di organico a Entella, Cesena, Perugia e Pescara, le favorite assieme alla Carrarese che lo scorso anno giocava il più bel calcio del girone e si è ben rinforzata. Dopo il girone ascendente si tireranno le somme e si andrà a vedere se c’è qualcosa da correggere, ma le forze per un’andata che veda la Spal tra le protagoniste ora ci sono tutte.

La parola adesso va al campo di gioco. Di Carlo sta provando il 4-3-3: al momento i dubbi in proposito possono riguardare l’adattabilità di Antenucci al ruolo di centravanti, lo stato di forma di qualcuno degli ultimi arrivati, il limitato cambio di passo a centrocampo e la tenuta della difesa.

Ma il tecnico non è un integralista, e se non funziona così è pronto a cambiare formula, soprattutto in avanti.

Di sicuro, se funzionasse, il 4-3-3 permetterebbe di vedere un tridente Siligardi-Antenucci-Dalmonte di livello assoluto, con Rosafio primo cambio. Altrimenti, ferma la difesa a 4, il cocktail può essere shakerato in modo diverso fornendo comunque un buon prodotto, dal 4-4-2 con Sits e Antenucci e le due ali esterni di centrocampo al 4-2-3-1, o ancora all’impiego di Maistro come trequartista davanti a tre centrocampisti puri.

Le varianti possibili sono tante e Mimmo Di Carlo è navigato abbastanza per capire in che modo la Spal possa rendere di più. Il suo compito consiste nel dare alla squadra quella impronta e quella identità precisa che un anno fa mai si formò con il viavai di tre allenatori. Poi alla riapertura del mercato la società non si tirerà senz’altro indietro se per caso ci si accorgesse che serve un mediano veloce o un centravanti di peso più esperto di Sits, o un difensore. Il problema nascerebbe solo se la Spal ci arrivasse molto staccata dal primo posto e si scoprisse che servono… tutti e tre. Ma a oggi si può dire che il suo la società lo abbia fatto. Ora la palla passa a Mimmo, e se ne riparla in inverno.