Recanatese, un campionato per sognare Obiettivo ripetersi con Sbaffo e Melchiorri

Mantenuta la spina dorsale del gruppo, mister Pagliari cercherà la salvezza il prima possibile. Poi un mix di giovani e senior per divertirsi

di Andrea

Verdolini

La Recanatese "approccia" al suo secondo campionato tra i professionisti con qualche certezza in più e soprattutto con maggiori consapevolezze. L’anno scorso, di questi tempi, a pochi giorni dall’inizio del campionato, le incognite erano rilevanti: l’incertezza sui tempi di utilizzo dello stadio "Tubaldi", alcune scommesse su giocatori tutti da verificare in una categoria nuova per la stragrande maggioranza della rosa e il dover entrare in una dimensione diversa dopo 15 campionati consecutivi inserie D. Non che adesso regni la serenità assoluta, ci mancherebbe altro, ma si parte con il non trascurabile conforto di una seconda parte della stagione scorsa superiore a tutte le più rosee aspettative (basti ricordare l’imbattibilità esterna nel girone di ritorno) e la "perla" del raggiungimento dei playoff, meritati ma sorprendenti e, allo stesso tempo, nel dicembre del 2022 totalmente inaspettati. Ma dall’altro lato ci sarà un girone che si prospetta esasperatamente competitivo, ma in fondo la spina dorsale della squadra è rimasta la stessa. Come impone la filosofia societaria del patron Adolfo Guzzini, scrupolosamente attenta ai bilanci e dunque al budget, si è avuto più di un occhio di riguardo agli equilibri dello spogliatoio, vero valore aggiunto almeno dal febbraio del 2021, da quando cioè è iniziata l’"era-Pagliari". Ecco perché, subito dopo la conferma di mister Giovanni, sono arrivati i rinnovi delle colonne portanti del gruppo, ossia Sbaffo, Ferrante, Raparo e Ferretti, giocatori imprescindibili in campo, ma soprattutto fuori e nello spogliatoio, non tanto con la loro autorevolezza quanto con il buon senso, dote troppe volte trascurata nel calcio odierno. Facendo mercato poi il direttore tecnico José Cianni ha guardato in primis alle "risorse interne", ritrovando, quasi in extremis, colui che sembrava uscente, ovvero Carpani, andato in doppia cifra l’anno scorso con 10 gol all’attivo e giocatore di assoluto ordine tattico nei meccanismi di mister Pagliari. E poi ecco il centrocampista Gomez, protagonista assoluto in quarta serie ma inattivo l’anno scorso per dei problemi fisici che l’avevo fermato per un’intera stagione. La sua indescrivibile voglia di "mordere il freno" potrebbe essere una delle liete sorprese dell’annata agonistica. Il colpo da 90 è stato invece quello di Federico Melchiorri che avrà pure i suoi 36 anni, ma che è giunto a Recanati estremamente motivato indossando, dopo oltre un decennio, una casacca del "suo" territorio. E’ evidente che una delle "chiavi" della stagione sarà costituita proprio dal binomio Sbaffo-Melchiorri, potenzialmente con pochi eguali a questi livelli, ma chiaramente soggetto a qualche variabile, legata ad un’età non più verdissima. Da seguire, con estrema attenzione, qualche virgulto arrivato da vivai importanti: nel precampionato hanno destato ottime impressioni i due esterni difensivi, Mané a destra e Marinacci a sinistra, con la sola avvertenza che dovranno "disciplinarsi" ed essere più ligi ai propri ruoli. Anche Prisco, ex Benevento, ha mostrato buone qualità sempre tenendo presente che rispetto alla Primavera siamo davvero in un altro mondo. Parlando di giovani, il lavoro della società ha pagato e il talentino di casa Guidobaldi ha spiccato il volo verso la Fiorentina. Morale? Non è una frase fatta, ma una reale convinzione: occorre anzitutto tenerne cinque dietro e la cosa appare non semplicissima. Però si intravedono le possibilità per regalarsi qualche gioia e vuoi mettere il farlo con un budget tra i più bassi in assoluto?