Rivoluzione morbida e fiducia nel gruppo

Dopo l’esonero di Scariolo, è arrivato all’Arcoveggio Banchi. E il miglior tecnico degli ultimi mondiali ha subito trionfato.

Rivoluzione morbida e fiducia nel gruppo
Rivoluzione morbida e fiducia nel gruppo

L’arrivo di Luca Banchi sulla panchina della Virtus è stato l’ultimo attimo di una rivoluzione estiva che ha coinvolto la squadra bianconera.

Che vi fosse uno scollamento tra il coach Sergio Scariolo e la società del presidente Massimo Zanetti lo si era già capito a giugno, ma anche dopo l’ultima conferenza stampa del coach bresciano, l’opinione era che ci volesse ancora un po’ di tempo prima che si rompesse questo matrimonio.

Le cose sono andate in maniera diversa e seppure sia stato molto irrituale esonerare il coach a una settimana dalla semifinale di SuperCoppa alla fine si è andati in questa direzione con il risultato che la squadra ha risposto presente e ha portato a casa il primo trofeo della stagione.

Durante i festeggiamenti il capitano Marco Belinelli ha specificato che Banchi aveva trasmesso alla squadra alcune cose sia dentro che fuori dal campo e probabilmente il primo concetto che l’allenatore grossetano ha introdotto è che far parte della stessa squadra significa essere sulla stessa barca.

Un concetto che il gruppo ha assimilato mostrando una compattezza non indifferente anche perché questa unità ha coinvolto i nuovi arrivati.

Che la macchina non sia ancora perfettamente oliata e che, anzi, ci siano tante cose da aggiustare lo si è visto in qualche passaggio a vuoto durante le partite con Milano e con Brescia, ma vi è stata la capacità di riprendere il filo del discorso, cosa che non sempre avveniva nella passata stagione.

A sua volta Banchi ha giustamente sottolineato che sarebbe stato ipocrita da parte sua dichiarare che si vedeva già la sua mano, ed è un dato di fatto che il maggior equilibrio tra i ruoli non può che aiutare i nuovi arrivati.

Gli ingaggi di Achille Polonara, Devontae Cacok e Bryant Dunston danno un maggior equilibrio al reparto dei lunghi, mentre Jaleen Smith e Ognjen Dobric danno quella solidità difensiva e quella esperienza che mancava in Eurolega soprattutto nel reparto dei piccoli.

Avere come terzo playmaker Bruno Mascolo chiarisce anche quelle che sono le gerarchie tra i tre registi bianconeri.

In Europa le partite le aprirà e le chiuderà Daniel Hackett e nel mezzo le gestirà Alessandro Pajola, mentre il giocatore campano sarà utilizzato per lo più in campionato.

Toccherà al sistema di gioco provare a sostituire Milos Teodosic, impresa molto ardua visto il talento dell’esterno serbo. Quello che squadra perde in fantasia potrebbe, però, essere recuperato in energia.

Questo era il progetto disegnato da Scariolo che, però, si aspettava che un giocatore diverso al posto di Iffe Lundberg. Il danese, però, è rimasto qui e questo ha generato ulteriore attrito tra il club e il tecnico.

Ormai tutto questo fa parte del passato con Banchi che aspetta di mettere alla prova questa giocatore quando avrà una condizione fisica accettabile per vedere se può essere utile o se sarà necessario salutarlo.