Sassuolo e il Dionisi ter

Dal caso Berardi a quel sogno che torna chiamato Europa .

Sassuolo e il Dionisi ter
Sassuolo e il Dionisi ter

di Stefano

Fogliani

La prima stagione fu di transizione, e nonostante il cambio di panchina più ‘dezerbiana’, nel gioco e nei protagonisti, che ‘dionisiaca’. La seconda, quella scorsa, è stata di costruzione, con il Sassuolo alle prese con qualche intoppo figlio anche dal ‘pausone’ invernale che mandò in letargo il campionato. La terza di Alessio Dionisi che stagione sarà ? La domanda corre tra il Mapei Football Center e il Mapei Stadium. E correrà ancora a lungo perché l’undicesima dei neroverdi in serie A deve da una parte gettare i presupposti perché ci sia la 12ma (la salvezza) dall’altra far capire alla dirigenza che margini ci sono per dare corso al ciclo complice il quale si vorrebbe tornare in Europa. "Farci un altro giretto non mi dispiacerebbe", ha detto il presidente Carlo Rossi presentando la squadra in piazza, a far gonfiare il petto alla Sassuolo neroverde. Riportata alla realtà, però, da Alessio Dionisi, cui questo nuovo Sassuolo piace: ma al tecnico non sfugge come, al netto degli auspici ("voglio continuità e miglioramenti") la stagione che comincia potrebbe essere "più difficile di quelle affrontate finora".

Dichiarazione del 5 agosto: non crediamo il mister, in queste settimane abbia cambiato idea, visto che l’estate ha cambiato pelle ai neroverdi, non solo modulo. Il 4-2-3-1 con cui si ricomincia è solo la punta di un iceberg di upgrade mirati alla ricerca del giusto mix tra lo ‘zoccolo duro’ di giocatori la cui fedeltà al progetto resta un plus, al netto del caso Berardi, con il quale attrezzarsi a scollinare i momenti difficili, e tanti, tantissimi, nuovi. Il Sassuolo ha ‘fatto cassa’ cedendo Frattesi all’Inter e Rogerio al Wolsburg, ha sfoltito (via Marchizza, Harroui, Muldur, Kyriakopulos, in prestito Turati, Pieragnolo, Russo, Satalino, Ciervo, Moro e D’Andrea) e ringiovanito la rosa acquistando dal Genoa la promessa Lipani (centrocampista, 2005), dalla Roma Missori e Volpato e dal Frosinone Mulattieri e Boloca, gente che con la massima serie non ha tuttavia troppa dimestichezza, puntando poi sulla voglia di riscatto di atleti più esperti. Come il portiere Cragno, i difensori Viti e Vina, reduci, tutti, da una stagione non granchè tra Monza (Cragno) e l’estero, da cui è arrivato anche il centrocampista Racic, marcantonio serbo classe ’98 dal Valencia. Trovare la ‘quadra’ è compito di Dionisi, mentre compito del gruppo è dare spessore ad aspettative oggi difficilmente decifrabili e inevitabilmente legate da una parte alla ‘resa’ dei tanti ‘nuovi’. Il precampionato qualcosa ha detto, la Coppa Italia altro, ma le incognite ci sono e sono nulla rispetto a quelle proposte al Sassuolo da un mercato ancora aperto. Maxime Lopez, ad esempio, regista francese che ha chiesto la cessione, ma soprattutto Domenico Berardi. L’attaccante calabrese ha mandato segnali precisi (‘non so se resto’, la sintesi) facendo scattare l’allarme rosso in casa neroverde dove, tutti ne sono ben consapevoli, un conto è avere Berardi, 350 presenze e 133 gol in 11 stagioni, 13 in 27 gare l’anno scorso, un altro non averlo. La trattativa con la Juve stoppata negli ultimi giorni da Carnevali rischia di creare un muro contro muro pericoloso.