Scudetto La Virtus prova a insidiare Milano

La differenza di investimenti sembrava pesare, ma l’arrivo di Banchi ha subito fatto effetto. Tortona e Sassari attrezzate per fare le big

Scudetto La Virtus prova a insidiare Milano
Scudetto La Virtus prova a insidiare Milano

Fare pronostici non è mai conveniente, si rischia sempre di essere smentiti. Anche perché l’equilibrio della serie A si sta livellando e dietro le due big, Armani e Segafredo, che investono patrimoni molto più ingenti delle altre, si scatena un mucchio selvaggio che fino all’ultima giornata non riesce quasi mai a definire né chi partecipa ai playoff e spesso nemmeno chi retrocede in A2. Pesaro, come spesso accade nelle ultime stagioni, non gode dei favori del pronostico e, nonostante negli ultimi due anni abbia acciuffato i playoff, in molti ranking di siti specializzati figura ancora nelle zone basse della classifica, per qualcuno al terzultimo posto, sopra le due matricole. Noi gli concediamo qualche chance in più, piazzandola su una linea di galleggiamento che con un po’ di fortuna potrebbe portarla a conquistare una delle agognate poltrone della post-season.

Quest’anno la favorita è chiara, se non altro per la riduzione del budget della diretta concorrente, costata la panchina a Scariolo. Ma al primo test, la Supercoppa, la Virtus ha subito piazzato il colpo sfruttando l’effetto-Banchi. Milano parte comunque in vantaggio, ha lavorato bene sul mercato per provare a fare meglio in Eurolega strappando Mirotic alla concorrenza. Il ritiro di Datome la priva di un leader in spogliatoio ma Hines e Melli ne raccoglieranno l’eredità. Aggiunge un elemento come Flaccadori al parco italiani, rinforza il pacchetto lunghi con Kamagate e Poythress. Ma lo scudetto non è in cassaforte, ne abbiamo già avuta la prova.

La Virtus avrà un Banchi, salito in sella all’ultimo minuto, super motivato: senza più Teodosic avrà meno fantasia ma più durezza, deve ritrovare un Polonara all’altezza e capire quanto Lundberg creda ancora di far parte del progetto. Venezia, bidonata dal brasiliano Caboclo, perde un riferimento sotto i tabelloni e qualche posizione nel ranking. Come terza forza si candida Tortona, nonostante circoli già qualche dubbio sul belga Obasohan compensato per ora da un Baldasso in gran spolvero, ma sotto l’arrivo di Tashawn Thomas è una bella presa. Anche Sassari si candida a un posto fra le prime quattro però l’infortunio di Bendzius è una tegola pesante per Bucchi. L’esplosione di Diop potrebbe cambiare le carte in tavola e poi c’è da valutare l’impatto di Charalampopoulos, che a Pesaro era l’architrave della squadra.

Fra le prime sei, magari anche più avanti, bisogna considerare Brescia: non fa le coppe, ma ha un roster profondo che le consentirebbe pure di reggere il doppio impegno. Bilan e Burnell sono un’accoppiata da urlo sotto le plance mentre Christon ha dimostrato di avere la maturità per tenere in pugno una squadra di livello. In tanti parlano bene di Reggio Emilia, alla prova del nove senza Cinciarini, con la nuova gestione Coldebella che ha puntato sul coach greco Priftis. L’ottavo posto lo concediamo a Trento, perché la Dolomiti Energia nell’ultimo decennio ha spesso trovato il colpo di reni per entrare nei playoff. L’arrivo di Biligha ed Alviti, che si mettono in gioco dopo tanta panca a Milano, può dare un’identità forte al gruppo. Dietro è una bagarre: Varese, Pesaro, Napoli, Treviso, Brindisi e Scafati (forse la meno competitiva di questo lotto) aspirano a un posto al sole e potrebbero sorprendere, ma dovranno anche guardarsi le spalle dalle due neo-promosse, Cremona e Pistoia, sinora sono le maggiori indiziate a tornare da dove sono arrivate.

Elisabetta Ferri