Su il sipario, parte il campionato numero 101. Le aspettative su questa Vuelle sono alte

Dopo un triennio a buon livello la tifoseria vuole sognare ancora. Gli italiani sono la spina dorsale, gli Usa possono fare la differenza

Su il sipario, parte il campionato numero 101. Le aspettative su questa Vuelle sono alte
Su il sipario, parte il campionato numero 101. Le aspettative su questa Vuelle sono alte

Sta per alzarsi il sipario su una nuova stagione cestistica. A Pesaro la ripartenza della pallacanestro è sempre motivo di festa, per la passione ed il grande interesse attorno ad uno sport che in questa città ha messo radici profonde e che coinvolge non solo le migliaia di persone che vanno al palasport, ma una grande fetta della popolazione che ama parlare, discutere e confrontarsi sulla Vuelle. Gli ultimi tre anni hanno segnato una linea di demarcazione con il recente passato: dopo il Covid e la sua annata disastrosa interrotta prima della fine, c’è stata una rinascita. Nel 202021 si è tornati al gran ballo delle Final Eight di Coppa Italia, nel 202122 riecco i playoff e l’anno scorso la doppietta che ha lasciato una scia di entusiasmo che non si è ancora spenta. Naturale che dopo un triennio del genere le aspettative siano alte e la Carpegna Prosciutto di coach Buscaglia ha l’arduo compito di esserne all’altezza. Compito non facile, perché la sensazione è che ci sia stato un innalzamento del livello medio delle avversarie, mentre Pesaro ha dovuto fare i conti con un budget che non ha fatto lo scatto verso l’alto.

Tutto dipenderà perciò dalla qualità che gli stranieri scelti sapranno mettere sul piatto fondendosi con le caratteristiche degli italiani rimasti che rappresentano la spina dorsale di questo gruppo. A cominciare da Tambone, nominato capitano, alla quarta stagione in biancorosso: un atleta sempre in crescita, affidabile, tenace ma anche capace e, che con la partenza di Moretti, avrà più reponsabilità in regia, un ruolo che gli piace. Con Mazzola che rientra da un lungo infortunio e che dovrà restituire al gruppo gli equilibri che aveva saputo garantirgli l’anno scorso, sotto i tabelloni si propone un Totè che ha in mano una grande occasione. Un lungo a cui non manca nulla per la consacrazione in un reparto sempre povero di proposte in Italia, mentre Leo ha sia il fisico che la tecnica per imporsi. Può essere la stagione della maturazione anche per Visconti, uscito con Repesa dalle vesti dello specialista del tiro ma che non può prescindere da questa caratteristica per fare strada. In pre-season Buscaglia ha gettato nella mischia Stazzonelli e Maretto, due ragazzi che potrebbero far comodo in certe situazioni.

Su quest’ossatura si innestano gli americani scelti per la stagione 202324, tutti da scoprire se si fa eccezione per Scott Bamforth, che dovrebbe essere il leader naturale di questa squadra con la sua abilità di attaccante a tutto tondo. Quincy Ford è stato finora il più lineare, sempre utile e concreto, efficace sui due lati del campo, presente anche a rimbalzo. Trevon Bluiett, che non era arrivato in perfetta forma, si è rimesso in carreggiata e sta iniziando a far vedere le sue doti balistiche oltre che di buon passatore: potrebbe essere il giusto collante fra piccoli e lunghi, come accade quando un’ala piccola è azzeccata. E poi c’è l’asse play-pivot, di cui ancora non sono chiare le potenzialità: McCallum perché, nonostante l’esperienza ad alti livelli, finora si è dedicato più ai compagni esprimendosi poco individualmente; Schilling perché inizialmente si è trovato in difficoltà e poi si è infortunato. Di lui abbiamo visto la discreta predisposizione difensiva e a rimbalzo, bisognerà capire se potrà essere un’opzione in attacco per i compagni in modo da non rimanere troppo aggrappati al tiro da tre punti, anche se la batteria di tiratori è niente male. Ma un’alternativa bisogna sempre averla per le serate di basse percentuali, che possono capitare. Per questo la crescita di Totè nella continuità di rendimento, diventa davvero importante.

Elisabetta Ferri