Vitali, un’estate di lavoro e gioie indescrivibili: "Mi sono goduto tantissimo mio figlio"

Michele, neo capitano, ha recuperato dall’infortunio al ginocchio e ha trascorso parecchio tempo con il piccolo Tommaso

Vitali, un’estate di lavoro e gioie indescrivibili: "Mi sono goduto tantissimo mio figlio"

Vitali, un’estate di lavoro e gioie indescrivibili: "Mi sono goduto tantissimo mio figlio"

Vitali, com’è stata la sua estate?

"Di duro lavoro per recuperare nel miglior modo possibile dall’infortunio al ginocchio, ma anche di grandi sorrisi, perché è stata la prima da papà e mi sono goduto tantissimo mio figlio in qualsiasi modo: al mare, a casa, in famiglia…Uno spettacolo".

Magari con un pizzico di rammarico nel vedere i compagni di Nazionale impegnati ai mondiali…

"Sì, purtroppo l’infortunio mi ha un po’ tagliato le gambe e ho sofferto da casa come tutti, tifando al massimo, ma non è un segreto che l’obbiettivo sia tornarci al più presto. Non è un’ossessione o un tarlo però il mio amore per la maglia della Nazionale è noto da sempre".

A maggior ragione adesso che, proprio nel suo ruolo, verrà a mancare un big come Gigi Datome.

"Col Poz ho un ottimo rapporto, ci siamo sentiti anche in estate, sono stato a trovarlo a Ravenna prima dell’amichevole con Portorico e siamo molto legati. Non deve però essere un tarlo: se riterrà giusto convocarmi sarò l’uomo più felice del mondo e farò di tutto per meritarmi la chiamata. Un passo alla volta…".

Partendo da quelli con la Pallacanestro Reggiana di cui è il nuovo capitano: che effetto le fa questa ‘investitura’?

"È un onore e mi emoziona tanto poterlo fare per un club importante come Reggio. Mi responsabilizza ancora di più anche perché sono stato capitano in Nazionale, durante una ‘finestra stagionale’, ma è la prima volta che succede in un club. Sono davvero grato per questa opportunità e sono molto contento e carico. Vogliamo provare a regalare emozioni al pubblico, farli divertire e renderli orgogliosi di noi, l’anno scorso ho imparato a conoscerli e abbiamo dei tifosi spettacolari: ci servirà il loro entusiasmo".

In estate nella Pallacanestro Reggiana c’è stata una sorta di rivoluzione ad ogni livello, quali sono le prime impressioni sul nuovo corso?

"Super positive sin dal primo giorno, abbiamo tanti ragazzi nuovi e di talento. Come in tutte le cose c’è bisogno di un po’ di tempo, ma vedo grande voglia di stare insieme e di aiutarsi".

Che tipo di coach è Dimitris Priftis?

"Molto preparato, attento ai dettagli, con cui si lavora molto duro, bravissimo a spronarti. Porta una mentalità diversa che è frutto anche delle sue esperienze in Russia, Grecia e Turchia ed è bello capire aspetti diversi e ampliare i propri orizzonti a livello di conoscenza. Poi è chiaro che sarà un anno lungo e certamente impegnativo e i risultati, come sempre, faranno la differenza".

Quali potrebbero essere i punti forti e quelli deboli di questa squadra? È ormai opinione diffusa che l’attacco funzioni già abbastanza bene mentre in difesa ci sia ancora parecchio da lavor

are…

"È un processo di crescita e di conoscenza. Sicuramente abbiamo tanti giocatori con punti nelle mani e questo è una benedizione, mentre per la difesa serve tempo, aiuto reciproco e capire i meccanismi. Sarebbe bello se arrivasse tutto subito, ma com’è noto: sbagliando s’impara. La prestagione serve anche a questo, ma lavoriamo per essere pronti alla prima di campionato. L’atteggiamento comunque è quello giusto".

Quale potrà essere l’obbiettivo realistico di questa squadra? È inutile nasconderlo: la città si aspetta di tornare ai playoff…

"Fare previsioni è difficile, perché l’unico giudice è il campo e non ‘la carta’…Sarà banale ma se vogliamo crearci questo obbiettivo playoff dovremo essere bravi a non buttare via le occasioni e a crearcele contro squadre che in teoria sono più forti, facendo qualche sgambetto inaspettato".