"Vogliamo ripagare la fiducia dei tifosi"

Il direttore generale Giuseppe Geria: "Il nostro è un programma a lunga scadenza, con l’obiettivo di costruire qualcosa per il futuro" .

"Vogliamo ripagare la fiducia dei tifosi"

"Vogliamo ripagare la fiducia dei tifosi"

di Donatella Filippi

"Sentiamo la fiducia dei riminesi". E non è poco per iniziare un lungo percorso. E’ una delle prime cose a cui pensa il nuovo direttore generale del Rimini, Giuseppe Geria, tra le mille cose da fare in un caldissimo mese di agosto. "Una vera e proprio full immersion – racconta – sin dal primo giorno in cui siamo arrivati. Questo è un programma a lunga scadenza. Seppur sappiamo quanto sia importante, guardiamo meno al risultato immediato cercando di costruire qualcosa per il futuro". Entra nelle pieghe della questione il dg che, dopo tanti anni di settore giovanile tra Reggio Calabria, Juventus e Pescara, torna al calcio dei ’grandi’, dopo un inizio carriera da direttore sportivo con Pergocrema e Barletta.

"Penso al fatto che il Rimini possa avere una casa tutta sua dove allenarsi, una ’casa’ per i giovani. L’obiettivo – spiega – è rendere Rimini più appetibile di quello che già è".

Ma senza dimenticare il presente, la stagione che ormai è alle porte. "Stiamo cercando di allestire una squadra all’altezza della situazione, che possa mantenere la categoria – dice – Poi se si riuscisse a ottenere qualcosa di più...". Il gruppo di lavoro guidato da Stefania Di Salvo, e arrivato a fine giugno in riviera, è nato ormai più di un anno fa. "Ma la conoscenza con Di Battista, Sanapo e De Vita è decennale – racconta – Ci siamo conosciuti sul campo e con il tempo si è creato un rapporto di stima e fiducia. Poi c’è stato l’incontro con il gruppo di Stefania Di Salvo, intenzionato ad acquistare una società. Da lì abbiamo iniziato a girare per l’Italia per capire quale club fosse in vendita e quale facesse al caso nostro". Fino ad arrivare a Rimini. "Il nostro è un vero lavoro di squadra, nonostante ci sia una chiara divisione dei compiti. Questa è una società che deve crescere trovando una propria dimensione internamente. Ma anche sul territorio. Poi si potrà veramente pensare di poter sognare in grande".