Bologna, 5 agosto 2020 -  L'emergenza Covid non è finita, ma per i mezzi pubblici, evidentemente sì. Negli orari di primo mattino, dall'Appennino bolognese alla città, e viceversa la sera, sono frequenti le corse stracariche di gente che sta pure in piedi, alla faccia del buon senso e della sicurezza. Ogni commento è superfluo.                            
Vittorio Monti, Bologna
 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Certo, l'emergenza Covid non è finita. Sono però scarsi il buonsenso, il rispetto delle regole e la coerenza. Merce rara. Mentre il ministro della Sanità blocca mezza Italia all'ultimo momento con la distanza sui treni, riscontriamo altre situazioni come quelle che lei descrive. Se poi parliamo dei treni siamo vicini alla burla. Sui convogli regionali non è obbligatorio l'assetto di un passeggero ogni due posti mentre su quelli a  lunga percorrenza sì. Un caos. Spesso i cittadini trasgrediscono, ma le istituzioni e gli enti pubblici non sempre danno il buon esempio nella confusione delle norme, spesso divergenti. Lo abbiamo visto durante il lockdown. Ciò che era proibito in un posto era possibile nel quartiere vicino, o quasi. In tutto questo succede anche che negli aeroporti  (Bologna, per esempio) arrivano passeggeri dalla Romania (molte badanti di ritorno), Paese dove il Covid sta dilagando, che vengono accolti con la semplice misurazione delle febbre e una banale raccomandazione: faccia la quarantena volontaria. Secondo voi in quanti la rispettano?

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