Extra Ordinario Workshop
Extra Ordinario Workshop

Venezia, 23 ottobre 2021 – Duecento opere, tra dipinti giganteschi e piccole tele o disegni su carta, in mostra al Parco scientifico Vega di Marghera, dove è in atto una sperimentazione artistica che punta a dare una nuova identità agli spazi industriali dismessi. È un grande laboratorio intergenerazionale di artisti quello che ha messo insieme una novantina di artisti - accomunati dall'appartenenza, in tempi diversi, all’Atelier F dell'Accademia di Belle Arti lagunare - che per tre mesi hanno lavorato fianco a fianco all'interno del Padiglione Antares, dando vita al progetto “Extra Ordinario Workshop”, curato da Daniele Capra, Nico Covre e Carlo Di Raco. Oggi è la giornata aperta al pubblico, in cui si potranno incontrare gli artisti e conoscere le loro opere. E da lunedì 25 ottobre, fino al 12 novembre, sarà possibile visitare la mostra con le opere della seconda edizione 12 novembre tramite prenotazione.

Vicino alle opere dei pittori, ci saranno gli strumenti di lavoro usati per realizzarle o per trarre ispirazione: dai colori ai pennelli, ai libri, appunti bozzetti, riviste e tanto altro. “Extra Ordinario Workshop” è giunto alla seconda edizione, dopo l'avvio nel 2020 in piena prima fase post pandemica, vista anche la chiusura degli spazi accademici, e sulle tracce della decennale esperienza del “laboratorio aperto” a Forte Marghera. Nei mesi estivi, il Padiglione, messo a disposizione da Vulcano Agency che partecipa al progetto, si è popolato di “una comunità artistica che si è mossa all'interno di un codice comune, la pittura, ma con una libertà e una varietà espressiva quantomai ampia”, spiegano gli organizzatori. Fiumicino, il Villaggio Azzurro rinasce con la street art: inaugurati i murales / FOTO

Il linguaggio dell’Atelier F

Una generazione di artisti che guarda in modo onnivoro al passato e al presente e utilizza tutto in forme nuove dando voce a un sentire che è carico delle urgenze espressive del nuovo millennio. “L’Atelier F – spiegano gli organizzatori – è una realtà consolidata nel panorama artistico contemporaneo. È attivo da più di 25 anni come una vera e propria scuola artistica veneziana, nata dal corso di pittura dei professori Carlo Di Raco e Martino Scavezzon all’Accademia di Belle Arti di Venezia. La ricerca dell’Atelier F si configura attraverso una continua relazione fra i linguaggi e le poetiche di differenti personalità, che sviluppando autonomamente contenuti innovativi, ripercorrono costantemente i presupposti e le pratiche che costituiscono i fondamenti dell'esperienza della pittura”.

L’esperienza del workshop

Tra gli artisti, l'espressione più ricorrente per spiegare l'esperienza del laboratorio è “entusiasmante”, accompagnata da frasi che fanno riferimento all'appartenenza a una “comunità”, di aver operato all'interno di una “cattedrale della pittura” in continuo confronto ma mantenendo nel contempo una propria identità e ricerca. “Questo – spiega l’artista Adelisa Selinbasic – è uno spazio autentico, sincero”. E non solo. “È un luogo che chiede di mettersi alla prova con dimensioni grandi – racconta Francesco Casati – e nello stesso tempo ricco di stimoli che arrivano dal rapporto con gli altri”. Gli fanno eco, tra le diverse voci, Bogdan Koshevoy, Caterina Casellato o Jingge Dong, sottolineando proprio il valore dello scambio di esperienze. “La pittura è inesauribile e per un pittore - sintetizza Thomas Braida, uno dei decani del laboratorio, insieme a Nebojsa Despotovic - questo è un gran bel posto”.