Ancona, 14 aprile 2017 - «Abbiamo giocato al massimo e vinto con merito una partita dominata. Quella di Parma rappresenta una risposta soprattutto a noi stessi e poi anche agli altri. Vincere al Tardini, soprattutto, ci ha provocato delle emozioni che nessuno ci toglierà mai e ha permesso di lasciare aperta una speranza di salvezza che sembrava insperata. L’unica reazione di chi forse aspettava la sconfitta per poter mettere la parola fine al nostro campionato è stata quella di gettare ombre sul risultato del campo e fare illazioni per screditarci».

Rompono il silenzio stampa i calciatori dell’Ancona. Lo fanno con un comunicato inviato a Il Resto del Carlino per prendere una posizione in merito all’articolo de Il Mattino in cui si racconta del boom di puntate e conseguenti corpose vittorie del quartiere Pozzuoli di Napoli che sarebbe stato al corrente che Parma-Ancona sarebbe finita 0-2 domenica scorsa.

I calciatori parlano, la società no. Bocche cucite e questo fa rumore. «Il nostro silenzio stampa – spiegano i giocatori biancorossi -, volto a rimanere compatti, unito al vuoto di potere della società sembra aver dato modo a chiunque di poter scrivere e dire tutto in un gioco al massacro che sembra non avere fine. Chi scrive o chi riporta notizie dovrebbe avere un codice etico e sapere di avere delle responsabilità. In questo giochino non si fa altro che creare un clima di sospetto e rabbia nei confronti di chi, nonostante le gravi mancanze quotidiane della società, sta cercando con tutte le proprie forze di venire fuori da una situazione complicata».

Sin qui lo scudo. Poi la spada puntata contro la società: «siamo in mano a dei prestanome e a persone poco limpide, per usare un eufemismo, come peraltro segnalato agli organi federali preposti: abbiamo firmato nelle scorse settimane venticinque messe in mora per prendere le distanze da questa proprietà e tutelare anche il futuro dell’Ancona stessa. Siamo gli unici che, pur in una situazione del genere, non siamo riusciti a creare un legame con la tifoseria che sarebbe indispensabile per raggiungere il nostro obiettivo».

Ovvero il miracolo dei playout, evitando la retrocessione diretta con quattro giornate ancora a disposizione e il match casalingo di domani pomeriggio contro il Feralpi Salò (16,30): «questa squadra – chiudono i calciatori dorici -, insieme al proprio allenatore, non mollerà fino a che una sola possibilità di salvarsi la terrà in vita, sin dalla partita di sabato. Ne vale la nostra dignità di uomini prima e calciatori poi. Una retrocessione è una macchia anche per la nostra carriera e per il nostro futuro, oltre che per tutta la città».