Aggredisce il secondino durante l'ora d'aria

A bloccare il detenuto gli altri carcerati di Montacuto. L'agente sarà in ospedale per pochi giorni. Esplode la rabbia dei sindacati

Ancona, il carcere di Montacuto
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Ancona, 15 giugno 2011 - AGENTE di polizia penitenziaria aggredito dentro il carcere di Montacuto da un detenuto durante l’ora d’aria e salvato dagli altri carcerati, esplode la rabbia dei sindacati di categoria: “Denunciamo ancora un volta — affermano il segretario regionale Fp-Cgil, Alberto Beltrani, e il coordinatore Fp-Cgil Dap, Nazario De Carolis — la carenza di personale di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Montacuto e il sovraffollamento di detenuti. Per l’attività di copertura dell’ora d’aria normalmente dovrebbe essere prevista la presenza di 2 o 3 agenti proprio perché lo spostamento di circa 180 detenuti da e verso gli spazi passeggio necessita di particolare attenzione e vigilanza. Come può un solo agente vigilare sulla sicurezza di circa 180 detenuti durante l’ora d’aria?”.


Una perplessità condivisa dalle stesse autorità carcerarie locali che più volte hanno chiesto al ministero un intervento per risolvere le due annose questioni. Col passare del tempo all’aumentare del numero dei detenuti (ultimamente la cifra era salita a 412 persone) si assiste ad un calo costante degli agenti di custodia. Secondo la Fp-Cgil la carenza di personale di guardia è di ben 69 unità.


In questa realtà si è consumata l’aggressione dell’altro giorno che per fortuna non ha provocato conseguenze irrimediabili per l’agente. Il fatto si è verificato nella tarda mattinata di lunedì lungo i cortili di passaggio, spazi appositamente previsti per consentire ai detenuti di passeggiare. Improvvisamente, e senza alcun motivo apparente, un detenuto ha aggredito a mani nude l’agente che si trovava da solo.

L’intervento degli altri detenuti ha paradossalmente evitato il peggio e l’agente è stato poi soccorso dal personale medico interno della struttura carceraria di Montacuto e poi in ospedale. Ne avrà per pochi giorni. Una situazione che si sta facendo insostenibile, per il personale e per i detenuti stessi: “La carenza di personale — spiegano Beltrani e De Carolis — non può non determinare sovraccarichi di lavoro e turni di disagiati e se a questo quadro si aggiunge il sovraffollamento il quadro è completo. La responsabilità politica di fatti come questo è del governo che sta abbandonando il sistema carcerario italiano”.

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